Ancora reborn su Gioia

Francesca Tumiati parla di reborn sul numero 1/2 di gennaio 2010.

Ancora una volta questa piccoli capolavori di vinile, sono visti come soluzione deviata a problemi di fertilità.

Titolo: Se la vita è fiction il bebè è meglio finto.

Articoletto: Pensate quel che vi pare, fatto sta che quest’anno i bambolotti vanno a ruba tra gli adulti. Neonati cloni di quelli veri: labbra tumide, pelle grinzosa e cordone ombelicale appena reciso. Sono i figli finti, ultimo regalo della vitafiction. Figli e pezzi unici, opere d’arte in vinile pregiato sempre più simile alla pelle del bambino. Regalo costoso (fino a 2.000 euro) per una genitorialità che costi poca fatica. Il bebè non sporca, non piange la notte, tantomeno si ammala impedendo la partenza per le vacanze natalizie. Fa però una gran bella figura se lo si porta in giro in carrozzina. Eccola, e ci mancava, la scorciatoia indolore (?) alla maternità. Salvando il salvabile, cioè la quarta di un seno anche lui nuovo di pacca. Che si guarda bene dall’allattare.

Commento: meno male che non tutti giudicano “le mamme mancate” con la severità e la psicologia da due soldi che usa l’autrice! Trovo che non ci sia niente di male a comprare una bambola che riproduca i tratti di un neonato, trovo che in questo campo ci siano grandi artisti e trovo che i reborn siano vere opere d’arte.

PS: non ho mai visto nessuna donna donna portare a fare un giro un reborn in carrozzina, nemmeno alle mostre mercato per collezionisti…

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