Ancora reborn su Gioia

Francesca Tumiati parla di reborn sul numero 1/2 di gennaio 2010.

Ancora una volta questa piccoli capolavori di vinile, sono visti come soluzione deviata a problemi di fertilità.

Titolo: Se la vita è fiction il bebè è meglio finto.

Articoletto: Pensate quel che vi pare, fatto sta che quest’anno i bambolotti vanno a ruba tra gli adulti. Neonati cloni di quelli veri: labbra tumide, pelle grinzosa e cordone ombelicale appena reciso. Sono i figli finti, ultimo regalo della vitafiction. Figli e pezzi unici, opere d’arte in vinile pregiato sempre più simile alla pelle del bambino. Regalo costoso (fino a 2.000 euro) per una genitorialità che costi poca fatica. Il bebè non sporca, non piange la notte, tantomeno si ammala impedendo la partenza per le vacanze natalizie. Fa però una gran bella figura se lo si porta in giro in carrozzina. Eccola, e ci mancava, la scorciatoia indolore (?) alla maternità. Salvando il salvabile, cioè la quarta di un seno anche lui nuovo di pacca. Che si guarda bene dall’allattare.

Commento: meno male che non tutti giudicano “le mamme mancate” con la severità e la psicologia da due soldi che usa l’autrice! Trovo che non ci sia niente di male a comprare una bambola che riproduca i tratti di un neonato, trovo che in questo campo ci siano grandi artisti e trovo che i reborn siano vere opere d’arte.

PS: non ho mai visto nessuna donna donna portare a fare un giro un reborn in carrozzina, nemmeno alle mostre mercato per collezionisti…

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Buon Natale!!!

Un po’ in ritardo, ma auguro a tutti un Natale Felice e pieno di belle sorprese!!!

Per farlo ho deciso di pubblicare foto di bambole “Natalizie”, anche e soprattutto con l’aiuto di amiche:

Topocri

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Rossella

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Ela

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E questa è una delle mie HH, recuperata a un mercatino pressoché completa:
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Photocontest – 1° Tema

E’ uscito il primo tema… Ce la posso fare! – Ammesso diorama, No fotoritocco.

Folgorazione immediata, questa foto sarà una vera e propria presentazione per Angelina. Ci dovranno essere tanti elementi che la caratterizzano, per farla conoscere meglio agli spettatori: la location, il titolo, il look… Non le piace parlare ma attraverso questa foto (e questo diario) si sveleranno molte cose.

 

Il set è pronto. Ho scelto di scattare le foto all’aperto, in montagna. Angelina è nata in un piccolo paesino di montagna. Le piace stare all’aria aperta, possibilmente in solitudine, a pensare, leggere, osservare… Tra i tanti scatti ho scelto quello in cui Angelina è diventata, non protagonista, ma parte della montagna, delle sue pietre e dei suoi arbusti. Sulla cima, tra il cielo azzurro e le nuvole di panna montata, Angelina potrà, forse,  ripercorrere i suoi ricordi e progettare il suo futuro…  oppure starà seduta a osservare e valutare il suo passato, se arriverà tardi…  La foto si intitola “Conosci te stesso…”.

 

Commento post votazione: Come inizio non c’è male, sono penultima, con una media del 2 scarso…

Le osservazioni che mi sono state fatte sono che la bambola non è a fuoco, che non è realmente attrezzata per la scalata, che le foglie dietro di lei sono fuori scala e così via all’infinito.

Ho spiegato che Angelina è fuori fuoco perché non è lei il punto focale della foto, ma la cima. Lontana, lontanissima, circondata da un bel cielo azzurro. Inoltre la sua non è una scalata, ma una passeggiata sulla montagna alla ricerca, appunto, di sé stessa e non è detto che ci arriverà lassù e neanche che ci voglia arrivare.

Sulle foglie fuori fuoco, invece, niente da dire… solo che mi piaceva il contrasto cromatico e per me ci stavano bene.

 

Curiosità: Per fare la foto ero praticamente coricata sulla strada!!! Meno male che là non c’è traffico!!!

 

La foto che ho presentato è questa

Ce la posso fare.JPG
Ne ho scattate altre, tipo queste
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Alla fine però, trovo che quella che ho presentato rappresenti di più quello che volevo esprimere.