Il grande e potente Oz

Il 7 marzo è uscito il film che narra le vicissitudini del Mago di Oz che stanno (starebbero) alle origini del famoso libro.

Potremmo definirlo un prequel.

Sicuramente prima o poi mi guarderò il film, per il momento mi limito a gustarmi le linee di bambole ispirate ai personaggi.

La Disney non si è fatta scappare l’occasione di produrre una nuova serie di bambole e devo dire che ha fatto, almeno dalle foto che circolano in rete, un ottimo lavoro.

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Esiste poi la linea di James Franco. Più o meno la stessa idea ma interpretata in modo leggermente diverso.

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Chi dei due si sia ispirato all’altro non si può dire, ma entrambe le linee sono molto carine e se mi capiterà comprerò qualche esemplare!!!
D’altra parte, il Mago di Oz mi ha sempre affascinata, non tanto il libro in sé (che ho letto e mi è piaciuto), ma i gadgets che ne sono scaturiti.

Ho una Barbie as Dorothy e anche il palazzo verde delle Polly Pocket e mi piacerebbe ampliare la collezione!!!

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Per esempio con questi:

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O questi:

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Barbie su Psychologies

 

Su Psycologie di Giugno, ho trovato un trafiletto corredato da una piccola immagine di una Barbie.

 

Titolo: Giocare alle piccole donne

Testo: Sono più brave a scuola rispetto ai loro coetanei maschi, usano la tecnologia con più facilità rispetto alle generazioni passate… ma, entrando nelle loro camerette, sembra di fare un salto nel passato: tra bambole e vestiti rosa il modello che emerge è quello delle “piccole donne”, un po’ mamme in miniatura, un po’ principesse. Giocare  a fare la mamma o la principessa renderà le bambine di oggi donne meno indipendenti? Se lo è chiesto anche Peggy Orenstein, opinionista del New Yourk Times e mamma di Daisy, sette anni, che, per invertire la tendenza, consiglia di stimolare la fantasia delle proprie figlie, aiutandole ad assecondare le proprie indicazioni, al di là degli stereotipi di genere.

 

Mi sono guardata sul web chi è questa Peggy, che ha un sito www.peggyorenstrein.com da cui gestisce anche un blog. Ha pubblicato il libro Cinderella ate my Daughter: Dispatches from the Front Lines of the New Girlie-Girl Culture. La giornalista pluripremiata ha dapprima assecondato la voglia di rosa della figlioletta, per poi scoprire quanti dubbi si nascondano dietro questo fenomeno.

Da mamma, devo ammettere che, se da un lato le nostre bimbe sono circondate da bambole e sognano fino ai 12 anni circa di diventare principesse di un fantastico mondo che va dal rosa confetto al viola passando per tanto fucsia, possibilmente brillantinato, dall’altro a 4 anni sfoggiano abitini sexy e lipgloss, urlando come pazze se vengono loro negati ombretto e smalto.

Certo, sul suo sito la Orenstein svela più di un altarino: emissioni di CO2 a carico di ignare icone di plastica, pesticidi trasmessi a zuppe appetitose dalla vernice della scatola, ma mi sembra  la solita lotte alle streghe, su cui non vorrei tornare (diamo tutti la colpa a qualcun altro dei mali che affliggono le nostre figlie!).

Nel cercare materiale su questo argomento, però, sono rimasta colpita dal mondo delle principesse Disney: l’idea del franchise ispirato a Biancaneve e C. nasce nel 2000 e, forse, all’inizio non ci credeva neanche la Disney! Poca pubblicità e nessun vero progetto di diffusione, hanno comunque portato gli incassi alle stelle (nel 2006 furono 3 miliardi!).

Pensate che il 2 ottobre 2011 Rapunzel (ultima nata tra le Principesse) è stata incoronata ufficialmente a Kensington Palce a Londra.

Wikipedia sostiene che oggi ci siano in circolazione più di 25.000 prodotti con questo marchio.

Non stento a crederci: bambole, abiti, trucchi, gioielli, prodotti di bellezza, serie animate, film, karaoke, videogiochi…

Mi si è aperto un mondo!

 

 

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Solo un appunto: Peggy ha chiamato sua figlia Daisy, come la Paperina di Walt Disney.

 

 

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La principessa e il ranocchio

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Ho provato a scrivere questo post circa 6 volte… vediamo se riesco a terminarlo…

A dicembre in Italia uscirà il nuovo cartoon Disney ispirato alla favola Il Principe Ranocchio: è ambientato nel Mississipi, a New Orleans, tra paludi e riti voodoo, blues e alligatori.

Per la prima volta Disney mette in scena una principessa di colore!!! In uscita gadgets di ogni tipo e, speriamo, pure una bambola all’altezza delle aspettative!!!