Steampunk dolls

Bentrovati!

Oggi voglio parlarvi di quelle bambole strane che ogni tanto occhieggiano su Flickr o sulle riviste di settore bambolaro. Quelle con grandi occhialioni, occhi di vetro, accessori tecnologici e post-moderni, con abiti che sembrano arrivare direttamente da un romanzo di Jules Verne.

Queste creaturine appartengono al genere Steampunk, un incrocio di punk, tecnologia, presente e futuro, reale e irreale.

A me piacciono davvero tanto, così tanto che sto pensando di cimentarmi nell’opera di crearne una tutta mia. L’accuratezza dei dettagli, il colore, gli sguardi… insomma, tutto mi attrae di queste piccole creature di plastica che sembrano vive.

Nel guardare le immagini mi è sorta una domanda: come mai le customizzazioni steampunk di Barbie sono così scarse (in numero) rispetto ad altre tipologie di bambole? In fondo, non fosse altro che per il prezzo più modesto rispetto a Blythe e BJD, non dovrebbe essere difficile sperimentare su questa bambola… Il mondo è pieno di rottamine, come le chiamo io, in cerca di nuova vita!!!

Di seguito alcune foto (non mie) trovate in rete, se i legittimi proprietari ritengono inopportuno l’uso divulgativo che ne faccio, mi mandino una mail e le toglierò dal post.

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Abby Sciuto doll

Carissimi, dopo tanto tempo, eccomi qui con una carrellata di OOAK ispirate a una delle protagoniste del telefilm N.C.I.S.

Abby è uno dei miei personaggi preferiti e tra i miei infiniti progetti, c’è anche quello di creare una OOAK con le sue fattezze. Per ora mi limito ad ammirare i meravigliosi lavori di altri artisti e voglio condividerli con voi.

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SHANNON CRAVEN

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Sono ben accetti commenti degli autori che non posso ricollegare alle foto, alcune salvate da tanto.

Ho utilizzato le foto senza scopo di lucro, ma solo per divulgazione. Non sono l’autore delle bambole né delle foto e sarei felice di abbinare ad ogni foto l’artefice del capolavoro!!!

 

Il grande e potente Oz

Il 7 marzo è uscito il film che narra le vicissitudini del Mago di Oz che stanno (starebbero) alle origini del famoso libro.

Potremmo definirlo un prequel.

Sicuramente prima o poi mi guarderò il film, per il momento mi limito a gustarmi le linee di bambole ispirate ai personaggi.

La Disney non si è fatta scappare l’occasione di produrre una nuova serie di bambole e devo dire che ha fatto, almeno dalle foto che circolano in rete, un ottimo lavoro.

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Esiste poi la linea di James Franco. Più o meno la stessa idea ma interpretata in modo leggermente diverso.

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Chi dei due si sia ispirato all’altro non si può dire, ma entrambe le linee sono molto carine e se mi capiterà comprerò qualche esemplare!!!
D’altra parte, il Mago di Oz mi ha sempre affascinata, non tanto il libro in sé (che ho letto e mi è piaciuto), ma i gadgets che ne sono scaturiti.

Ho una Barbie as Dorothy e anche il palazzo verde delle Polly Pocket e mi piacerebbe ampliare la collezione!!!

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Per esempio con questi:

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O questi:

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Barbie I can be in edicola

E’ uscita in edicola in questi caldi giorni di agosto, “Mille modi di essere Barbie – I can be”.

L’opera, proposta da Hobby&Work, è composta da un primo numero (Barbie, abitino, piano dell’opera  e fascicolo n.1), da altre 24 uscite (abito e fascicolo) e da 2 raccoglitori per i fascicoli.

Esiste, come sempre, la possibilità di sottoscrivere una sorta di abbonamento che consente di ricevere le uscite a casa con in più due simpatici gadgets: La borsa a tracolla e il portafogli di Barbie.

Per chi acquisterà l’opera in edicola è importante sapere che le uscite sono settimanali e costeranno € 6,99 (esclusa la prima  € 8,99 e i raccoglitori € 5,99 cad.), per chi farà l’abbonamento, oltre ai due regalini, sono previsti i primi due invii cumulativi super scontati: il 2° e il 3° numero insieme a e 6,99 e la seconda consegna con i numeri 4, 5, 6 e 7 a € 27,96.

Gli abiti sono corredati da alcuni accessori.

Prima di commentare la prima uscita, tre perplessità: 1) sul cartonato si parla della prossima uscita fra 14 giorni, all’interno del piano dell’opera si parla di uscite settimanali… lo scarto di 14 giorni è dunque relativo solo all’attesa tra primo e secondo numero? 2) Il piano dell’opera è un piano fittizio… di fatto ti dice solo quali sono le prime 7 uscite e non c’è l’elenco di tutte quante; 3) le uscite in divenire, sono rappresentate solo da un disegno dell’abito e non da una foto.

Comunque, pare che le prossime uscite siano: ballerina (abito, scarpette e coroncina); attrice (abito, pellicciotto e oscar); Baby sitter; Pasticcera; Ingegnere e Pattinatrice. Dovrebbero seguire anche cavallerizza, biologa marina, pizzaiola, pop star, giornalista televisiva, pilota d’aereo, pediatra e agente segreto, senza contare che tra le immagini si vedono una bagnina, una giocatrice di calcio e una pittrice.

Con un po’ di impegno, però, ho trovato sul sito della H&W il piano reale:

1 – Veterinaria; 2 – Ballerina classica; 3 – Attrice; 4 – Baby sitter; 5 – Pasticcera: 6 – Ingegnere; 7 – Pattinatrice sul ghiaccio; 8 – Biologa marina; 9 – Pop star; 10 – Pizzaiola; 11 – Cavallerizza; 12 – Telegiornalista (!!! n.d.r); 13 – Pilota d’aereo; 14 – Pediatra; 15 – Subacquea (LOL!!! n.d.r.); 16 – Pittrice; 17 – Veterinario di uno zoo (ben diversa da un veterinario normale… n.d.r.); 18 – Agente segreto; 19 – Surfista; 20 – Bagnina; 21 – Snowborder; 22 – Pilota d’auto; 23 – Calciatrice; 24 – Poliziotta.

 

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Detto questo:

1)      la Barbie è una rigidona (braccia e gambe) con un viso carino, ma un po’ troppo grande, soprattutto gli occhi sono un po’ “sparati”… Di bello ha l’abitino, semplice semplice, con la scritta “Barbie is my favorite doll” a ripetizione sul davanti;

2)      L’abito da veterinaria è in realtà solo un camice bianco corto, con due tasche e l’impronta brillantinosa fucsia di un cagnolino sul petto. In più c’è nel blister un mini cagnolino tutto di plastica. Niente di speciale, a dirla tutta, ma passabile per chi ha già altri accessori o playset da utilizzare;

3)      Il fascicolo, che promette tante notizie utili sul lavoro dell’uscita, un test per sapere cosa hai imparato e un diploma finale, è composto da 6 fogli e interamente illustrato (da disegni più che da fotografie). Una storia sul cagnolino di barbie, due pagine di consigli sugli animaletti domestici, tre pagine di test fumettoso e diploma di assistente veterinaria.

Bilancio… mmmm… non so… mi riservo di vedere la prossima uscita per valutare la qualità del  vestitino, perché il prezzo non è alto, ma neanche basso… insomma, se ci rifilano degli stracci, io mi fermo qui!

Aspetto però il vostro parere!

 

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Mostra scambio del giocattolo a Cavatigozzi

Domenica 15/04/12
Un Milione di Giocattoli
Mostra Mercato del giocattolo d’epoca e da collezione
Frazione Cavatigozzi – Palestra Comunale
Orari: 10:00 -17:00 Ingresso gratuito
Info: Ass. Italiana Giocattolo d’Epoca
Sig. Cavazzoni. Tel. 0372.35697 Tel 349.86.69.571

 

Ci sarò anche io con tante cose: libri antichi di favole, album, figurine, bambole, abitini Barbie, macchinine e giocattoli vintage.

Alcune cose le vedete in anteprima nel mio Negozietto, altre saranno una bella sorpresa!
Prezzi pazzi e occasioni d’oro!!!!

Vi aspetto!

Buona Pasqua!!!

Mattel, nel tempo, non si è lasciata sfuggire l’occasione di produrre e commercializzare alcune Barbie in tema Pasquale.

Normalmente sono bambole per la Play Line, molto semplici, con frivoli abitini primaverili e ispirati alla festività. In alcuni casi la Barbie è accompagnata da una delle sue sorelline, che, perfettamente coordinata nell’abito e negli accessori, regge un cestino o coccola un coniglietto.

Io ne ho una sola, che mi è arrivata da un vecchio lotto americano, ed è molto carina.

 

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Non mi dispiacciono neanche le Springs Avon, Barbie ispirate alla primavera e fatte in esclusiva per la famosa casa produttrice di cosmetici: hanno abitini freschi e floreali che si intonano bene anche con uova e festività Pasquali.

 

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Ovviamente esistono le uova di Barbie e anche l’Uovissimo (enorme involucro di plastica pieno di pink-doni!).

Non mi resta che augurarvi un’Ottima Pasqua in compagnia della nostra amica rosa!!!

Barbie su Psychologies

 

Su Psycologie di Giugno, ho trovato un trafiletto corredato da una piccola immagine di una Barbie.

 

Titolo: Giocare alle piccole donne

Testo: Sono più brave a scuola rispetto ai loro coetanei maschi, usano la tecnologia con più facilità rispetto alle generazioni passate… ma, entrando nelle loro camerette, sembra di fare un salto nel passato: tra bambole e vestiti rosa il modello che emerge è quello delle “piccole donne”, un po’ mamme in miniatura, un po’ principesse. Giocare  a fare la mamma o la principessa renderà le bambine di oggi donne meno indipendenti? Se lo è chiesto anche Peggy Orenstein, opinionista del New Yourk Times e mamma di Daisy, sette anni, che, per invertire la tendenza, consiglia di stimolare la fantasia delle proprie figlie, aiutandole ad assecondare le proprie indicazioni, al di là degli stereotipi di genere.

 

Mi sono guardata sul web chi è questa Peggy, che ha un sito www.peggyorenstrein.com da cui gestisce anche un blog. Ha pubblicato il libro Cinderella ate my Daughter: Dispatches from the Front Lines of the New Girlie-Girl Culture. La giornalista pluripremiata ha dapprima assecondato la voglia di rosa della figlioletta, per poi scoprire quanti dubbi si nascondano dietro questo fenomeno.

Da mamma, devo ammettere che, se da un lato le nostre bimbe sono circondate da bambole e sognano fino ai 12 anni circa di diventare principesse di un fantastico mondo che va dal rosa confetto al viola passando per tanto fucsia, possibilmente brillantinato, dall’altro a 4 anni sfoggiano abitini sexy e lipgloss, urlando come pazze se vengono loro negati ombretto e smalto.

Certo, sul suo sito la Orenstein svela più di un altarino: emissioni di CO2 a carico di ignare icone di plastica, pesticidi trasmessi a zuppe appetitose dalla vernice della scatola, ma mi sembra  la solita lotte alle streghe, su cui non vorrei tornare (diamo tutti la colpa a qualcun altro dei mali che affliggono le nostre figlie!).

Nel cercare materiale su questo argomento, però, sono rimasta colpita dal mondo delle principesse Disney: l’idea del franchise ispirato a Biancaneve e C. nasce nel 2000 e, forse, all’inizio non ci credeva neanche la Disney! Poca pubblicità e nessun vero progetto di diffusione, hanno comunque portato gli incassi alle stelle (nel 2006 furono 3 miliardi!).

Pensate che il 2 ottobre 2011 Rapunzel (ultima nata tra le Principesse) è stata incoronata ufficialmente a Kensington Palce a Londra.

Wikipedia sostiene che oggi ci siano in circolazione più di 25.000 prodotti con questo marchio.

Non stento a crederci: bambole, abiti, trucchi, gioielli, prodotti di bellezza, serie animate, film, karaoke, videogiochi…

Mi si è aperto un mondo!

 

 

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Solo un appunto: Peggy ha chiamato sua figlia Daisy, come la Paperina di Walt Disney.

 

 

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Barbie su L’Espresso 2011

 

Ancora una volta l’immagine di Barbie viene associata dai media alla chirurgia estetica e (soprattutto!!!) ai suoi eccessi. Su l’Epresso di qualche tempo fa si parlava di come il corpo di uomini e donne sia ormai divenuto un oggetto che si può (e sembra “si deve”) modificare a piacimento, per raggiungere canoni estetici che ci si autoimpongono e/o che ci vengono imposti da qualcuno.

Tra le altre cose, si fa riferimento alla psicoanalista Alessandra Lemma che, nel recente studio “Sotto la pelle”, ricorda come tra le bambine sia consueta la frase “Voglio i capelli come Barbie”.

L’articolo sostiene che il “modello Barbie” (la fortunata bambola della Mattel) si ritrova in modo evidente nella galleria  di immagine proposte  dal reportage. Cito inoltre: “I corpi postmoderni sono accompagnati da fantasie di modificazione di sé che s’ispirano a fantasie infantili, vissuti adolescenziali, relazioni sentimentali  con il proprio Olimpo di dive e divi…”.

Non sono psicologa, ma questa teoria un po’ inizia a stufarmi, non sono affatto convinta che tanti problemi delle donne (ma pare anche di alcuni uomini) nascano dalla Barbie.

Barbie è un giocattolo e per me, come per la maggioranza di chi ci ha giocato, è e rimane un giocattolo, senza implicazioni particolari.

Ammetto che, forse, in chi ha una fragile autostima e altri problemi psicologici, possa assumere altre connotazioni, ma la smetterei di trovare in una bambola le radici della superficialità della generazione di giovani che si lasciano sedurre dalla chirurgia plastica o che ogni giorno combattono contro disturbi alimentari di ogni tipo.

Vogliamo fare un esamino di coscienza e iniziare a chiederci dove si nasconde il vero responsabile? I genitori dove sono quando i figli hanno problemi? Che valori inculcano loro?

 

 

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Toys of the Avant-Garde

Si è chiusa il 30 gennaio u.s. la mostra Toys of the Avant-Garde, una rappresentazione collettiva di come il gioco, i giocattoli, nascondano in sé arte e simbolismo e mille diverse interpretazioni psicologiche.

Alcuni tra i più grandi artisti si sono espressi su questo tema: Klee, Depero, Balla, Munari e molti altri.

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Bambole, giocattoli e marionette protagonisti al Museo Picasso di Malaga lasciano il ricordo i questa iniziativa anche su catalogo.

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A proposito di Avant-Garde, nemmeno lei poteva mancare (su Flickr):
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