Sweet Talkin’ Ken

E’ recentemente uscito in Italia un nuovo Ken. Parlante.

Da sempre Ken, il fidanzato-sfidanzato-rifidanzato di Barbie, non cattura per carattere e personalità, ma credo che con questo nuovo bambolo… si sia un po’ toccato il fondo. Il mold del viso non ha nulla di nuovo, il corpo è rigido, il meccanismo elettronico che contiene ne impedisce un uso puramente ludico (non può nemmeno accompagnare Barbie in piscina, altrimenti l’acqua gli causerebbe un comprensibile calo di voce!!!), insomma… non un granché mi sembra… In più, e chi ha visto la pubblicità in tv non potrà che essere d’accordo, la sua voce è così noiosa, così piatta, così… insomma, anziché migliorare con l’età, il nostro cade sempre più in basso.

Non che Barbie nel tempo abbia parlato di cose molto interessant a dire il vero… principalmente di thé, pasticcini e shopping…

Perla tecnica: la bambina registra sul bambolo le frasi che preferisce e lui le pronuncia-ripete con una voce maschile al bisogno.

La bambola parlante per Mattel è una fissa fin dagli anni ’60/’70, ma se i primi tentativi sono riusciti bene e sono ora perle per collezionisti (pur nella loro semplicità, all’epoca le frasi erano preregistrate e standard, pronunciate tirando una cordicella o schiacciando un pulsante), l’ultimo nato non credo andrà a ruba nei negozi.

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 Foto by Pamyfashondolls.

Bambole su Marie Claire

L’attrice-autrice esperta di sesso e satira Kristen Schaal dichiara a Marie Claire Italia (gennaio 2011): “A me piaceva inventare storie e spaventarmi da sola; mi convincevo che tutte le mie bambole fossero vive e volessero uccidermi, così mi nascondevo fuori casa finché non tornava mia madre… in effetti, sì, credo di essere stata una bambina strana”.

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Sempre su Marie Claire e sempre a proposito di bambole, nella posta del cuore una ragazza si lamenta del fatto che al suo ragazzo non basta più la brasiliana (intesa come depilazione). Nicoletti risponde: ” Ammesso che per il tuo Alessandro sia vitale che tu sotto alle mutande debba assomigliare a Barbie, non direi che l’ossessione nasca per la sua frequentazione di musei d’arte classica”.
Che dire??? Barbie è un mito nell’infanzia di ogni bambina (e forse anche di ogni bambino?!?) e sembra divantare col tempo il suo incubo peggiore!!!

Buona Festa della Mamma!!!

Oggi è la Festa della Mamma e io la festeggio a modo mio!

Faccio gli auguri a tutte le mamme, in particolare alla mia!!!, tirando fuori dal cassetto dai ricordi Mami, la bambola mamma.

Prodotta da GIG, è alta circa 40 cm, era venduta in due versioni (con capelli castano scuri o castano chiari) e a sorpresa nella pancia potevi trovare un bimbo o una  bimba.

Così è stata presentata da Repubblica il 4 novembre 1989 (pag. 18 della Cronaca):

MILANO Cavoli e cicogne, addio. Nei negozi di giocattoli tra qualche giorno apparirà una bambola che partorisce, così i bambini saranno serviti e i genitori sgravati dell’ ingrato compito di spiegargli come sono nati. Mami così si chiama la bambola prodotta dalla Gig di Firenze è una giovane signora bionda con gli occhi azzurri e il pancione: premendo con un dito il pancione si apre e voilà, salta fuori il pargolo da sistemare nell’ apposito marsupio. Si può fare anche l’ inverso, dal marsupio al pancione, ma l’ operazione rischia di essere diseducativa. Tutto ciò è bene o male? La Gig nella presentazione del prodotto ha mandato avanti l’ esperto, nella persona dello psicologo Lorenzo Cionini. Che scrive: Raccontare la maternità a un bambino è importante per farlo crescere ‘ sano’ , senza preconcetti, paure o vergogne su ciò che è sesso, sessualità, concepimento e nascita. Mami è una bambola con cui giocare e poter così sdrammatizzare momenti tanto importanti della nostra esistenza facendoli rientrare nel ‘ normale’ e nel quotidiano. Il fatto che a prima vista Mami faccia un po’ senso, che il ventre materno assomigli allo sportello di una lavatrice passerebbe dunque in second’ ordine rispetto al messaggio: ecco, bimbo e bimba miei, così va la vita, che ci volete fare. Da capire è se la bambola resterà nelle mani dei genitori-professori del mistero della nascita, o se, come sembra più probabile, finita la lezione sarà uno dei giochi preferiti del pargolo. Probabilmente i maschietti bombarderanno mamma e fratellino, facendone orribili sfracelli, ficcando nel pancione qualche Big Jim appostato lì per combattere i nemici della causa. Le bambine, invece, potrebbero arredare la pancia come se fosse una ridente casetta. E l’ altro grande mistero, il concepimento? Per quello c’ è il libretto venduto insieme a Mami, che racconta una storia di uomini e di gatti. Personaggi: un micetto (il bimbo ingelosito perché è arrivato in famiglia un fratellino) e Saggio Gatto che gli spiega il perché e il per come. Ebbene, una notte d’ estate il micetto si lamenta perché in casa c’ è confusione e nessuno lo carezza più. I suoi padroni sono spariti di casa per un po’ e poi sono tornati con un fagottino che strilla, ma di fronte al quale mamma e papà sono entusiasti e affettuosi. Flashback: anche prima la signora era strana, grossa, non correva più, ma Lui e Lei erano sempre più felici e uniti. Perché mai?, chiede il micetto. Saggio Gatto replica: Quello che è accaduto non è che il dolce mistero della vita. Succede per tutti gli esseri viventi: piante, animali e uomo. E racconta dei semi che a primavera volano in giardino, poi cadono a terra e nasce la piantina. Lo stesso è accaduto ai padroni: Un giorno si sono incontrati, piaciuti e voluti bene…. Nove mesi fa, mentre si abbracciavano stretti, un semino di lui ha incontrato un piccolo uovo nascosto nel pancino di lei. E’ il momento cruciale, e Saggio Gatto se la cava così, col semino che incontra l’ ovetto. Il piccolo micio dubbioso evita le domande su semi e uova e così la storiella va felicemente in porto con lui e lei sempre più felici che crescono il cucciolo d’ uomo. Ma i bambini si comporteranno come Micetto? Dopo aver giocato con la pancia-oblò non gli verrà curiosità di vedere pure le uova e i semini? I genitori sarebbero di nuovo al punto di partenza, a meno che venga inventata una Mami due zeppa di uova e pure un Papi con i suoi bravi semi piazzati chissà dove. Il rischio di giochi sconci sconci solo agli occhi adulti, è chiaro sarebbe piuttosto alto, e pure la confusione nella testa del bambino. Ma non c’ è dubbio che un altro consiglio di Saggio Gatto potrebbe risolvere la questione: stai tranquillo, micetto, non è vero niente. I bambini li porta la cicogna. – di ENRICO BONERANDI

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I trucchi nelle bambole

Kokeshi è una bambola giapponese che racchiude in sé tutta la femminilità a la grazia delle donne. E’ un  prodotto artigianale della cultura giapponese del 1800 circa.

Pupa l’ha reinterpretata, utilizzandola come contenitore di due blush, 6 ombretti, tre rossetti, due gloss e un applicatore occhi.

Per me, più allettante come contenitore che come contenuto.

Esiste in 3 colori.

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Rita Pavone doll

Curiosando sul blog di Topocri e sul suo Flickr mi sono imbattuta in una bambola che non avevo mai visto… la bambola di Rita Pavone!!!

Nessuna notizia sul web, se non che era una produzione italiana anni ’60 e che ne esistono almeno due versioni, come risulta dalla pubblicità che ho trovato.

Pare ne esista anche una dedicata a Dalida…

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 http://www.thebarbiedays.ilcannocchiale.it/

Dalla Russia con amore!

Sul prossimo numero della Bacchetta Magica uno speciale su Alexandra Koukinova, creatice russa di statuine/bambole in bisquit.

Io le trovo molto raffinate, davvero una delizia per gli occhi…

C’è anche una mia omonima, tra queste spettacolari bellezze!!!

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Disco inferno Barbie doll

Ieri ho passato una splendida mattina in compagnia di una cara nuova amica.

Erika, questo il suo nome, è anche una bravissima ooaker e questa sua nuova creatura, purtroppo già venduta (GRRRR!!!), mi è rimasta nel cuore.

Lei è Barbie Disco Inferno… e io non riesco a postare la foto… che nerrrrrvi!!!

Per vederla e curiosare tra le sue bamboline http://www.flickr.com/photos/36312434@N06/sets/72157617307068430/