L’Espresso in rosa

Anche un settimanale serio-serioso come L’Espresso si occupa, a volte di rosa.

Sempre in chiave di analisi sociale o promozione di progetti “seri”, ma anche di rosa parla.

Per esempio ha scritto del progetto di  Bob: moglie malata di tumore, ma tanta voglia di non arrendersi e di farla ancora (e nonostante tutto) sorridere. Nasce così “The tutu project”, progetto fotografico in cui l’autore si fotografa vestito solo con un tutù rosa nelle più disparate ambientazioni.

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Per saperne di più http://thetutuproject.com/

Altro numero altro articolo rosa: sezione Comportamenti. Giochi da bambine. “Le bambole, i peluche, i mattoncini. La crisi rilancia i classici. all’estero è polemica contro i giocattoli di genere, ma in Italia vince la tradizione.”

Il tutto corredato da foto di Barbie, Bratz, mattoncini Lego (ma anche Cicciobello e il cavallino Toffee) e dalle foto di Jeongmee Yoo, artista giapponese che ha creato il progetto “Pink & Blue”, fotografando bambini e bambine nelle loro stanze sommersi dai loro oggetti (abiti, giochi, accessori) blu e rosa.

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Mostra scambio del giocattolo a Cavatigozzi

Domenica 15/04/12
Un Milione di Giocattoli
Mostra Mercato del giocattolo d’epoca e da collezione
Frazione Cavatigozzi – Palestra Comunale
Orari: 10:00 -17:00 Ingresso gratuito
Info: Ass. Italiana Giocattolo d’Epoca
Sig. Cavazzoni. Tel. 0372.35697 Tel 349.86.69.571

 

Ci sarò anche io con tante cose: libri antichi di favole, album, figurine, bambole, abitini Barbie, macchinine e giocattoli vintage.

Alcune cose le vedete in anteprima nel mio Negozietto, altre saranno una bella sorpresa!
Prezzi pazzi e occasioni d’oro!!!!

Vi aspetto!

Buona Pasqua!!!

Mattel, nel tempo, non si è lasciata sfuggire l’occasione di produrre e commercializzare alcune Barbie in tema Pasquale.

Normalmente sono bambole per la Play Line, molto semplici, con frivoli abitini primaverili e ispirati alla festività. In alcuni casi la Barbie è accompagnata da una delle sue sorelline, che, perfettamente coordinata nell’abito e negli accessori, regge un cestino o coccola un coniglietto.

Io ne ho una sola, che mi è arrivata da un vecchio lotto americano, ed è molto carina.

 

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Non mi dispiacciono neanche le Springs Avon, Barbie ispirate alla primavera e fatte in esclusiva per la famosa casa produttrice di cosmetici: hanno abitini freschi e floreali che si intonano bene anche con uova e festività Pasquali.

 

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Ovviamente esistono le uova di Barbie e anche l’Uovissimo (enorme involucro di plastica pieno di pink-doni!).

Non mi resta che augurarvi un’Ottima Pasqua in compagnia della nostra amica rosa!!!

Blythe Littlest PetShop

Io le ho scoperte un po’ tardi, ma di alcune mi sono proprio innamorata!!!
Avete presente le Blythe? Quelle dolcissime bambole capoccione con gli occhi che cambiano colore?

Beh, la Hasbro ha prodotto in versione mignon diverse tipologie di questa incantevole dollina e le ha messe sul mercato come pet sitter, vendendole insieme a quei piccoli animaletti testoni(!): i Littlest Petshop.

Finalmente ho trovato il tempo di aprire la mia, sullo scaffale di decantazione ormai da più di un anno…

La piccol Blythe che mi farà compagnia è la rossa della serie Pomeriggio all’aperto. Non ha con sé un vero animaletto, am solo la sua riproduzione in cartone, ma è accompagnata da alcuni mini graziosissimi accessori: un cestino da pic-nic, un thermos, un pettinino e un cerchietto. Indossa un allegro completino che potrebbe calzare benisso alle Polly Pocket o alle Lil’Bratz. Credo che proverò, in questo senso, a fare qualche scambio di abiti, poi vi farò sapere…

Di queste bamboline, sono uscite diverse serie: Swim & Sun, Scooter (con una carinissima Vespa…), Divertimento nel deserto, Blythe + animaletto (coccinella, orsetto….) e tante altre.

Le bambole hanno colori diversi di occhi e capelli e tanti colorati accessori.

Ovviamente non tutte sono arrivate in Italia… peccato…

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E questa è la mia!!!

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Pink Attitude

Su una bancarella per Natale ho intravisto un grande libro tutto rosa. Attirata con uno spillo da una calamita, mi sono avvicinata e senza nemmeno sfogliarlo, l’ho comprato.

 

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Il libro si intitola Pink Attitude e questa è la libera traduzione della prefazione:

“Pink Attitude è un modo di vivere, di percepire, di parlare, di muoversi e di pensare. Ironia e senso dell’umorismo, a volte anche umorismo nero o sarcasmo, sono fondamentali componenti di questa inclinazione intellettuale, che ha come risultato un veloce e rapido groviglio che rispecchia perfettamente i tempi che stiamo vivendo. Amore e morte, romanticismo e decadenza, erotismo e infantile innocenza, rosa e nero, buono e cattivo, duri contrasti ma anche vicinanza gli uni con gli altri, e come questi contrasti delimitano i confini su cui si muove questo nuovo modo di pensare.

Se dovessimo immaginare un mondo “Pink Attitude”, sarebbe come unire il “leggermente kitch” e l’apertamente visibile, ma sempre con il gusto estetico glamour di un party Hollywoodiano  unitamente a quello di una adolescente: un misto di Marilyn Monroe ed Hello Kitty, con un tocco di gotico e noir.

La Pink Attitude unisce il potere seduttivo della dolcezza e della fragilità con l’irresistibile forza della sensualità e della determinazione, si svela nell’unione di romantici cuori ancora grondanti di sangue, che sembra allo stesso tempo sciroppo di fragola, in macabri teschi umani  che tendono sempre di più a somigliare a pupazzi, in principesse trasformate in assassini e spaventosi guerrieri in bambole di pezza, donne che diventano uomini e vice versa, ci onorano con il dono della creatività, ma ci buttano in un luogo  in cui non possiamo capire i confini che delimitano il bene dal male, dove niente è come appare, dove si deve sempre guardare al di là o più nel profondo, dove siamo incoraggiati a riflettere, perché è questo che genera nuove idee estetiche.

Pink Attitude è il naturale risultato di questo particolare momento in cui la cultura si mescola col trash, la bellezza con la bruttezza, l’amore con l’odio, il giorno con la notte, l’uomo con  la donna, e tutto questo genera forti contrasti e molto equilibrio, eppure è attraverso questi contrasti che si crea un territorio molto interessante di riflessione, dove la nostra storia, le nostre idee e le nostre visioni possono essere raccontate usando mezzi che ci piacciono molto di più.

Musica, parole, immagini, luoghi, oggetti e, naturalmente, gente, tutti dentro a un Pink Attitude World. Questo libro è stato creato dalla necessità di rendere concreto in un unico volume letterario il mondo attuale della creatività femminile che ruota intorno a quello della Pink Attitude, con un’accurata selezione di 23 artiste creative da ogni parte del mondo, per riunire i loro talenti e la loro sensibilità, per narrare infinite storie di vita e di sogni, dove possiamo trovare e scoprire innumerevoli momenti per gustare le tante immagini che questo libro contiene, per assaporarle e assaggiarle come se fossero un vino eccellente o un delizioso pezzo di cioccolato.”

All’interno immagini bellissime, oniriche, sognanti, fiabesche, ma anche inquietanti e spaventose.

Vi anticipo qualche cosa, ma poi… compratelo, ne vale la pena!!!

 

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Pelle di Donna

Alla Triennale di Milano, a cura di Pietro Bellasi e Martina Mazzotta, è visitabile la mostra  “Pelle di donna. Identità e bellezza tra arte e scienza”.

Ho visto l’indicazione su una rivista e ovviamente mi ha incuriosita la foto che hanno usato per la promozione… questa:

 

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Trovo questa immagine incantevole! Se tutta la mostra è su questo livello, vale davvero la pena di visitarla!

Incuriosita ho cercato qualche notizia, che vi giro. Fatemi poi sapere se siete andati e cosa ne pensate.

La mostra è strutturata in un percorso di sei sezioni che affrontano in termini transdisciplinari il tema della pelle, della bellezza e dell’identità femminile ed è accompagnata dalla presenza costante di interventi di arte contemporanea. Introduce il tutto un gioco di corrispondenze tra macro e microcosmo, tra immagini della superficie di astri e pianeti e immagini dell’epidermide vista al microscopio. Attraverso una ricca selezione di opere d’arte, documenti, oggetti antichi, il visitatore compie un percorso affascinante di esplorazione che lo conduce a un laboratorio scientifico.

Ampio spazio è dato agli artisti moderni e contemporanei che utilizzano i linguaggi più diversi, dalla pittura alla scultura, dal concettuale alle nuove tecnologie, fino al cinema sperimentale, anche con interventi site specific. Tra gli artisti in mostra: Giacomo Balla, Franz von Bayros, Vanessa Beecroft, Adriana Bisi Fabbri, Andrea Chisesi, Giuliana Cuneaz, Gillo Dorfles, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Grazia Gabbini, Robert Gligorov, Abel Herrero, Roy Lichtenstein, Luigi Maio, Lazhar Mansouri, Piero Manzoni, Alberto Martini, Bruno Munari, Giuseppe Penone, Marinella Pirelli, Pietro Pirelli, Karl Prantl, Man Ray, Odilon Redon, Auguste Rodin, Omar Ronda, Mimmo Rotella, Maia Sambonet, Alberto Savinio, Andreas Serrano, Toulouse-Lautrec, Andy Warhol, Tom Wesselmann, Vanessa Beecroft.

Tavole, manoscritti, foto d’epoca, oggetti curiosi, alambicchi e prodotti per la cura di sè – molti provenienti dall’Archivio storico Boots di Nottingham – fanno da cornice alla ricca selezione di opere d’arte in mostra.

Segnalo per gli appassionati del genere anche le straordinarie miniature delle farmacie antiche di Ettore Sobrero, primi luoghi deputati alla cura e alla bellezza della pelle. Prometto che dedicherò a questo artista un post il prima possibile!

 

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Altra rivelazione nel mio percorso di ricerca sulla mostra è proprio l’autrice della foto in apertura: Yoshie Nishikawa.

L’immagine, come dicevo, mi ha molto impressionata per la sua forza e, al tempo stesso, delicatezza. Mi ha un po’ richiamato alla memoria le vecchie cartoline fotografiche di bambini e giocattoli…

 

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Pelle di donna. Identità e bellezza tra arte e scienza
sino al 19 febbraio 2012
sede: Triennale di Milano, Viale Alemagna 6, Milano
orari: martedì-domenica 10.30-20.30, giovedì-venerdì 10.30-23.00
ingresso: libero
Per informazioni e consulenze:
www.triennale.it/it/mostre/incorso/672-pelle-di-donna

 

Kimmidoll

Nei meandri bambolari ho scoperto una deliziosa bambolina – soprammobile dalle fattezze giapponesi: Kimmidoll.

Sono molto graziose, di legno dipinto e ognuna rappresenta uno stato d’animo o una situazione nella quale la vostra Kimmi vi proteggerà.

Io ho preso per me il Potere, ma solo perché mi piacevano i colori.

Esiste in tre varianti di dimensione (grande, media e piccola) e si può trovare anche la versione portachiavi.

Sono un po’ costose, ma se qualcuno è interessato, ne ho alcune da vendere a un prezzo ribassato! Contattatemi!!!

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MLP New Generation!!!

Novità a Ponyville!!!

Entrano a far parte del mio mondo fatato 3 nuovi amici. Sono Daisy Dreams, Fluttershy e la Principessa Celestia.

 

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Sono 3 My Little Pony appena usciti e rinnovati… la new generation dei MLP!!!

Da sempre il caramelloso mondo pastello dei MLP mi affascina e forse è per questo che, pur non potendo collezionarli per mancanza cronica di spazio, continuo a regalarli alla mia bambina che ha una vera e propria adorazione per il mondo equino (vero o fantastico che sia!). Nei giochi della mia bambola in carne e ossa non è stato quindi difficile trovare materiale per studiare questo mondo.

Con tutte le bestioline (vecchie e nuove) ammucchiate sul tavolo, non è stato difficile farsi venire l’ispirazione per qualche foto di presentazione. Inizialmente avevo pensato a fotografare i Pony in un mondo fatto solo di cupcake caramellosi e dolcetti vari… poi mi sono auto illuminata e ho pensato a una Ponyville in fermento per l’arrivo della nuova Principessa e del suo seguito. Quindi tanto fermento, i piccoli Pony in adunata e in formazione da parata per accogliere i nuovi arrivati.

 

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Questo mi ha anche guidata in un inevitabile confronto tra il vecchio e il nuovo in un mondo dove nulla cambia, ma le cose si evolvono e permettono alle bambine di continuare a giocare con i MLP della sorella più grande e magari della mamma, inserendo nuovi personaggi e nuovi accessori.

I nuovi My Little Pony, infatti, mantengono inalterate l’idea di base e, pur cambiando il loro formato o il loro sguardo, bene si adattano ai Pony dello scorso decennio, sia a quelli normal size che a quelli formato mini.

 

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Bene, quindi, quando le nuove idee non rinnegano le vecchie e consentono di divertirsi sempre di più!!!

Nell’album tante altre foto, con dettagli e curiosità!!!

Solo 2 note.

La prima per i consumatori: attenzione alle spillette di Celestia, sono delicate e si corre il rischio di romperle nel toglierle dalla scatola.

La seconda per Hasbro: tanta, tanta plastica nell’imballaggio. Il prossimo passo? Più attenzione all’ambiente e un po’ meno plastica!

Barbie su Psychologies

 

Su Psycologie di Giugno, ho trovato un trafiletto corredato da una piccola immagine di una Barbie.

 

Titolo: Giocare alle piccole donne

Testo: Sono più brave a scuola rispetto ai loro coetanei maschi, usano la tecnologia con più facilità rispetto alle generazioni passate… ma, entrando nelle loro camerette, sembra di fare un salto nel passato: tra bambole e vestiti rosa il modello che emerge è quello delle “piccole donne”, un po’ mamme in miniatura, un po’ principesse. Giocare  a fare la mamma o la principessa renderà le bambine di oggi donne meno indipendenti? Se lo è chiesto anche Peggy Orenstein, opinionista del New Yourk Times e mamma di Daisy, sette anni, che, per invertire la tendenza, consiglia di stimolare la fantasia delle proprie figlie, aiutandole ad assecondare le proprie indicazioni, al di là degli stereotipi di genere.

 

Mi sono guardata sul web chi è questa Peggy, che ha un sito www.peggyorenstrein.com da cui gestisce anche un blog. Ha pubblicato il libro Cinderella ate my Daughter: Dispatches from the Front Lines of the New Girlie-Girl Culture. La giornalista pluripremiata ha dapprima assecondato la voglia di rosa della figlioletta, per poi scoprire quanti dubbi si nascondano dietro questo fenomeno.

Da mamma, devo ammettere che, se da un lato le nostre bimbe sono circondate da bambole e sognano fino ai 12 anni circa di diventare principesse di un fantastico mondo che va dal rosa confetto al viola passando per tanto fucsia, possibilmente brillantinato, dall’altro a 4 anni sfoggiano abitini sexy e lipgloss, urlando come pazze se vengono loro negati ombretto e smalto.

Certo, sul suo sito la Orenstein svela più di un altarino: emissioni di CO2 a carico di ignare icone di plastica, pesticidi trasmessi a zuppe appetitose dalla vernice della scatola, ma mi sembra  la solita lotte alle streghe, su cui non vorrei tornare (diamo tutti la colpa a qualcun altro dei mali che affliggono le nostre figlie!).

Nel cercare materiale su questo argomento, però, sono rimasta colpita dal mondo delle principesse Disney: l’idea del franchise ispirato a Biancaneve e C. nasce nel 2000 e, forse, all’inizio non ci credeva neanche la Disney! Poca pubblicità e nessun vero progetto di diffusione, hanno comunque portato gli incassi alle stelle (nel 2006 furono 3 miliardi!).

Pensate che il 2 ottobre 2011 Rapunzel (ultima nata tra le Principesse) è stata incoronata ufficialmente a Kensington Palce a Londra.

Wikipedia sostiene che oggi ci siano in circolazione più di 25.000 prodotti con questo marchio.

Non stento a crederci: bambole, abiti, trucchi, gioielli, prodotti di bellezza, serie animate, film, karaoke, videogiochi…

Mi si è aperto un mondo!

 

 

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Solo un appunto: Peggy ha chiamato sua figlia Daisy, come la Paperina di Walt Disney.

 

 

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