Le rosse Furga

La Furga ha prodotto negli anni diverse bambole con i capelli rossi.

Oggi vi voglio parlare un po’ di uno dei miei ultimi ritrovamenti: Mary la rossa. Primo marchio (FURGA ITALIA impresso sul collo), corpo di spugna, testa e arti in plastica. Gli occhi sono fissi e i capelli folti e lucidi sono acconciati in due treccine e una bella frangia. Non so come fosse il suo abito originale, la mia indossa un completino di Cicciobello vintage a quadrettini bianchi e rossi. Mary ha le mani di forma diversa, come Petronilla e Teresa. A differenza di queste ultime due, però, Mary ha in plastica solo le mani , mentre Petronilla e Teresa hanno tutta la lunghezza delle braccia e delle gambe.

Petronilla e Teresa sono molto simili, differiscono principalmente per l’acconciatura: Teresa ha i capelli corti e due piccole treccine, mentre Teresa ha tutti i capelli della stessa lunghezza raccolti in trecce. Entrambe hanno la frangia.

Per quanto riguarda la manutenzione di Mary, vi consiglio di usare molta delicatezza nel lavaggio dei capelli perché, come molti rossi Furga, tendono  a sfilarsi e rischiate di ritrovarvi con una bambola bellissima, ma completamente calva. Non so se lo stesso problema si presenta anche con le altre due…

Le foto dell’articolo sono in parte mie (Mary) e in parte tratte dal web (Petronilla e Teresa).

Petronilla Teresa Furga Teresa furga intera 100_4457 100_4456 100_4455 100_4453 100_4452

 

100_4454

Bambole in casa

Casa020 img097 blyth Barbie-Dolls-Home-Interior-Design dollshouse

Oggi la bambola e il giocattolo in generale tendono a diventare elementi di arredo. Occhietti antichi ci guardano da mensole e vetrine, cavallini a dondolo o giochi di latta fanno bella mostra di sé vicino a caminetti e poltrone antiche. Trovo che questi oggetti, in alcuni casi vere e proprie oper d’arte, siano ottimi complementi di arredo. Provare per credere!

Allo stesso modo, le bambole hanno preso i nostri mobili e i nostri oggetti per inserirli, in modo sempre più credibile, nelle loro piccole cose.

Uno scambio continuo di emozioni e oggetti preziosi…

Steampunk dolls

Bentrovati!

Oggi voglio parlarvi di quelle bambole strane che ogni tanto occhieggiano su Flickr o sulle riviste di settore bambolaro. Quelle con grandi occhialioni, occhi di vetro, accessori tecnologici e post-moderni, con abiti che sembrano arrivare direttamente da un romanzo di Jules Verne.

Queste creaturine appartengono al genere Steampunk, un incrocio di punk, tecnologia, presente e futuro, reale e irreale.

A me piacciono davvero tanto, così tanto che sto pensando di cimentarmi nell’opera di crearne una tutta mia. L’accuratezza dei dettagli, il colore, gli sguardi… insomma, tutto mi attrae di queste piccole creature di plastica che sembrano vive.

Nel guardare le immagini mi è sorta una domanda: come mai le customizzazioni steampunk di Barbie sono così scarse (in numero) rispetto ad altre tipologie di bambole? In fondo, non fosse altro che per il prezzo più modesto rispetto a Blythe e BJD, non dovrebbe essere difficile sperimentare su questa bambola… Il mondo è pieno di rottamine, come le chiamo io, in cerca di nuova vita!!!

Di seguito alcune foto (non mie) trovate in rete, se i legittimi proprietari ritengono inopportuno l’uso divulgativo che ne faccio, mi mandino una mail e le toglierò dal post.

Android.jpg

Cyborg.jpg

cyborg_doll_2.jpg

Cyborg-Doll--88812.jpg

humanoid.jpg

pixie-cyborg-paper-doll-150.png

RobotDoll2-Post.jpg

Steam.jpg

Steampunk.jpg

steampunk-doll.jpg

 

Abby Sciuto doll

Carissimi, dopo tanto tempo, eccomi qui con una carrellata di OOAK ispirate a una delle protagoniste del telefilm N.C.I.S.

Abby è uno dei miei personaggi preferiti e tra i miei infiniti progetti, c’è anche quello di creare una OOAK con le sue fattezze. Per ora mi limito ad ammirare i meravigliosi lavori di altri artisti e voglio condividerli con voi.

Abby1_Close1.jpg

Abby%20Sciuto%20Face.jpg

Abby.jpg

SHANNON CRAVEN

Abby_Closer.jpg

Sono ben accetti commenti degli autori che non posso ricollegare alle foto, alcune salvate da tanto.

Ho utilizzato le foto senza scopo di lucro, ma solo per divulgazione. Non sono l’autore delle bambole né delle foto e sarei felice di abbinare ad ogni foto l’artefice del capolavoro!!!

 

Il grande e potente Oz

Il 7 marzo è uscito il film che narra le vicissitudini del Mago di Oz che stanno (starebbero) alle origini del famoso libro.

Potremmo definirlo un prequel.

Sicuramente prima o poi mi guarderò il film, per il momento mi limito a gustarmi le linee di bambole ispirate ai personaggi.

La Disney non si è fatta scappare l’occasione di produrre una nuova serie di bambole e devo dire che ha fatto, almeno dalle foto che circolano in rete, un ottimo lavoro.

evanora.jpg

glinda.jpg

strega.jpg

Esiste poi la linea di James Franco. Più o meno la stessa idea ma interpretata in modo leggermente diverso.

gruppo.png

Chi dei due si sia ispirato all’altro non si può dire, ma entrambe le linee sono molto carine e se mi capiterà comprerò qualche esemplare!!!
D’altra parte, il Mago di Oz mi ha sempre affascinata, non tanto il libro in sé (che ho letto e mi è piaciuto), ma i gadgets che ne sono scaturiti.

Ho una Barbie as Dorothy e anche il palazzo verde delle Polly Pocket e mi piacerebbe ampliare la collezione!!!

ozpolly.jpg

ozpolly2.jpg

Per esempio con questi:

hkwiz.jpg

O questi:

magoozmrpotato.png

Furga sul Sole 24 Ore

Anche le grandi testate giornalistiche, a volte, sfiorano con i loro reportage il mondo fatato delle bambole.

Ieri è stata la volta del Sole 24 Ore, che parlando della zona mantovana cha ha visto la nascita delle bambole Furga, ha fatto un volo radente su quel mondo fatto di porcellana, vinile, pizzi e merletti ormai scomparso.

 

Le bambole al museo, Canneto sull’Oglio si rilancia con i vivai.

Di Giuseppe Oddo

Il Sole 24 Ore di martedì 21 agosto 2012

 

L’industria cannetese delle bambole ha tenuto banco per oltre un secolo a partire dal 1870. La Furga, negli anni Sessanta del Novecento, è arrivata a occupare da queste parti 1.200 dipendenti, per la maggior parte donne. Senza contare la Aga, la Faiplast, la Fiba, la Lorenzini, la Zanini e Zambelli. Senza contare le imprese di accessori per bambole, di pianoforti e chitarre giocattolo, di cavalli a dondolo, i produttori di stampi, le aziende litografiche che realizzavano etichette, cataloghi , imballaggi. Ruotavano intorno al distretto della bambola circa 2.500 addetti, una cifra pari a oltre la metà di Canneto.

Poi sono arrivati gli anni Settanta. La Furga, caduta in dissesto, è stata acquistata e rilanciata da Vittorio Grazioli.

Finché nel mercato non sono entrati i cinesi a rompere i prezzi con i loro bassi costi di manodopera. Da quel momento la competizione è diventata impari: Per il paese dei balocchi è cominciato il declino. L’area era già in disarmo nel ’92, quando Il Sole 24 Ore pubblicava la sua prima inchiesta sui distretti industriali. La Grazioli aveva già diversificato nei mobili e nei giocattoli in plastica da giardino, attraverso la Grand Soleil.

In questi venti anni l’economia locale ha cambiato pelle. Sulla riva sinistra dell’Oglio è ritornata a imporsi l’antica tradizione agricolo-vivaistica, che risale al Quattrocento. Oggi le bambole e i bebè in bisquit della ex Furga si possono solo ammirare al museo di Canneto, peraltro in fase di ristrutturazione fino a dicembre. La Grand Soleil, ceduta da Grazioli alla Giò Style e da questa al gruppo Igap (150 milioni di ricavi e sede a Cogozzo di Viadana), è ancora qui a testimoniare i trascorsi manifatturieri di questi luoghi.

…omissis…

 

Sole24 Canneto2.JPG

Sole24Canneto1.JPG

 

Barbie I can be in edicola

E’ uscita in edicola in questi caldi giorni di agosto, “Mille modi di essere Barbie – I can be”.

L’opera, proposta da Hobby&Work, è composta da un primo numero (Barbie, abitino, piano dell’opera  e fascicolo n.1), da altre 24 uscite (abito e fascicolo) e da 2 raccoglitori per i fascicoli.

Esiste, come sempre, la possibilità di sottoscrivere una sorta di abbonamento che consente di ricevere le uscite a casa con in più due simpatici gadgets: La borsa a tracolla e il portafogli di Barbie.

Per chi acquisterà l’opera in edicola è importante sapere che le uscite sono settimanali e costeranno € 6,99 (esclusa la prima  € 8,99 e i raccoglitori € 5,99 cad.), per chi farà l’abbonamento, oltre ai due regalini, sono previsti i primi due invii cumulativi super scontati: il 2° e il 3° numero insieme a e 6,99 e la seconda consegna con i numeri 4, 5, 6 e 7 a € 27,96.

Gli abiti sono corredati da alcuni accessori.

Prima di commentare la prima uscita, tre perplessità: 1) sul cartonato si parla della prossima uscita fra 14 giorni, all’interno del piano dell’opera si parla di uscite settimanali… lo scarto di 14 giorni è dunque relativo solo all’attesa tra primo e secondo numero? 2) Il piano dell’opera è un piano fittizio… di fatto ti dice solo quali sono le prime 7 uscite e non c’è l’elenco di tutte quante; 3) le uscite in divenire, sono rappresentate solo da un disegno dell’abito e non da una foto.

Comunque, pare che le prossime uscite siano: ballerina (abito, scarpette e coroncina); attrice (abito, pellicciotto e oscar); Baby sitter; Pasticcera; Ingegnere e Pattinatrice. Dovrebbero seguire anche cavallerizza, biologa marina, pizzaiola, pop star, giornalista televisiva, pilota d’aereo, pediatra e agente segreto, senza contare che tra le immagini si vedono una bagnina, una giocatrice di calcio e una pittrice.

Con un po’ di impegno, però, ho trovato sul sito della H&W il piano reale:

1 – Veterinaria; 2 – Ballerina classica; 3 – Attrice; 4 – Baby sitter; 5 – Pasticcera: 6 – Ingegnere; 7 – Pattinatrice sul ghiaccio; 8 – Biologa marina; 9 – Pop star; 10 – Pizzaiola; 11 – Cavallerizza; 12 – Telegiornalista (!!! n.d.r); 13 – Pilota d’aereo; 14 – Pediatra; 15 – Subacquea (LOL!!! n.d.r.); 16 – Pittrice; 17 – Veterinario di uno zoo (ben diversa da un veterinario normale… n.d.r.); 18 – Agente segreto; 19 – Surfista; 20 – Bagnina; 21 – Snowborder; 22 – Pilota d’auto; 23 – Calciatrice; 24 – Poliziotta.

 

ROTAZIONE5.jpg

 

Detto questo:

1)      la Barbie è una rigidona (braccia e gambe) con un viso carino, ma un po’ troppo grande, soprattutto gli occhi sono un po’ “sparati”… Di bello ha l’abitino, semplice semplice, con la scritta “Barbie is my favorite doll” a ripetizione sul davanti;

2)      L’abito da veterinaria è in realtà solo un camice bianco corto, con due tasche e l’impronta brillantinosa fucsia di un cagnolino sul petto. In più c’è nel blister un mini cagnolino tutto di plastica. Niente di speciale, a dirla tutta, ma passabile per chi ha già altri accessori o playset da utilizzare;

3)      Il fascicolo, che promette tante notizie utili sul lavoro dell’uscita, un test per sapere cosa hai imparato e un diploma finale, è composto da 6 fogli e interamente illustrato (da disegni più che da fotografie). Una storia sul cagnolino di barbie, due pagine di consigli sugli animaletti domestici, tre pagine di test fumettoso e diploma di assistente veterinaria.

Bilancio… mmmm… non so… mi riservo di vedere la prossima uscita per valutare la qualità del  vestitino, perché il prezzo non è alto, ma neanche basso… insomma, se ci rifilano degli stracci, io mi fermo qui!

Aspetto però il vostro parere!

 

canbe1.jpg

 

Una pupa per Nadia

Finite le Olimpiadi, vi riporto una bella storia che ho letto qualche tempo fa su un quotidiano locale e che vi regalerà un’immagine diversa di una grande sportiva.

L’autore è Giorgio Torelli e il titolo recita: “Una pupa algonquin per lo scricciolo Comaneci”.

Il giornalista racconta di come, nel 1976, anno delle Olimpiadi in Canada, un cacciatore indiano della tribù degli Algonquin, Nona Monach, gli abbia fatto recapitare a Nadia Comaneci una bambola di pezza vestita di ermellino.

La bambola, custodita in una scatola, fu consegnata a “un sospettoso funzionario della delegazione rumena. Chissà mai se giunse fino a Nadia, custodita gelosamente come uno Stradivari nel suo astuccio felpato”.

Insieme alla pupa, una dedica “Pour toi, Nadia, adorable petite fille avec les ailes” e un messaggio “Notre ami George, quando offrirai la nostra bambola a Nadia, dille, pour plaisir, che gli algonquin de la Vérendrye non vedranno mai più niente di così supremamente bello. Mai. Jamais”.

Nel cercare almeno un’immagine di questa pupa, mi sono imbattuta in alcune foto della ginnasta rumena con alcune bambole della sua collezione, tra cui quella che gli regalò il suo primo allenatore.

 

Nadia 1.jpg

Nadia 3.jpg

gb_nadiacomaneci_teodoraungureanu_3320807.jpg

 

Non ho trovato fotografie a sostegno della veridicità del racconto del bravissimo Torelli, ma ho scoperto che tra i numerosi manufatti algonquini, c’è anche una particolare bambola di pezza chiamata “The Algonquin No-Face Doll”. Qui le istruzioni per crearne una: http://www.thealgonquinway.ca/lessons/plan-lesson-2-e.pdf