Quella bambola di Karen Elson!!!

Risfogliando un vecchio Vogue Italia (dicembre 2009) ho trovato una bellissima foto della modella Karen Elson con una vecchia bambola.

L’immagine simula un autoscatto destinato a un social network, è un misto di gotico e “lolitaggine” (o mamma che parola…) che già all’epoca aveva attirato il mio interesse e ottuenuto la mia ammirazione!!!

karen-elson.jpg

Ma Karen non è nuova alle pose dollose: reperibili altre immagini con pupazzi e marionette (giganti!).karen1.jpg

Barbie e Mila Kunis

Sempre su Marie Claire di febbraio 2011, Barbie fa capolino nell’intervista a Mila Kunis, astro nascente del cinema americano e alter ego di Natalie Portman in Cigno Nero.

“Barbie sì o Barbie no?

Per aiutarla con la lingua, i genitori la iscrivono a una classe di recitazione. A nove anni Mila è già in tv. Prima  nella pubblicità, per la Barbie della Mattel: -Mi regalavano un sacco di bambole naturalmente, ma io ero un maschiaccio, le odiavo, per cui restavano chiuse in una scatola-.”.

Chi ha il pane non ha i denti…

Comunque “lei” potrebbe essere questa… http://www.youtube.com/watch?v=HLBy6Ucs8wY 

black-swan-ballerina-barbie-doll-ooak-repaint_180613860655.jpg

(Non) ho l’età – Barbie on Marie Claire

Su Marie Claire di febbraio 2011, incontriamo ancora una volta la nostra beniamina.

In un bellissimo articolo di Claudia Spadoni (con disegni di Liza Donnelly) vengono illustrate le caratteristiche di ogni decennio femminile, ai partire dai 20 anni.

“Abbandonate le Barbie al loro destino, a 20 anni entri nel tunnel dei primi appuntamenti e rimpiangi il mutismo di Ken. […] Barbie senza testa. Torturare la propria Barbie è uno dei passatempi preferiti da sempre. A vent’anni i sentimenti nei confronti della bionda inanimata si caricano di nuovi significati. Per un’infimaPer un’infima percentuale di indifferenti e qualche incosciente che professa amore o invidia, c’è una stragrande maggioranza di giovani pronte a metterle la testa nel forno (di nuovo!).”

Effettivamente le bambine che decapitano Barbie sono da sempre numerosissime, io ricordo che mia sorella lo faceva abitualmente, ma non si accontentava della testa, creava anche strani miscugli di braccia e gambe di colori e generi diversi…

Ancora oggi non è difficile trovare sul web artisti (femmine e maschi) che rendono omaggio (tipica situazione di amore-odio che questa bambola suscita…) a Barbie, facendola oggetto di violenze e perversioni di ogni tipo.

E Ken? Sta a guardare, obviously…

Barbie decapitata.jpg

 

Strategia Mattel?

Nel numero di gennaio 2011 di Barbie Magazine, che ho preso per la splendida custodia per Nintendo DS, ho notato con curiosità che le pubblicità riferite alle  nuove uscite Mattel si riferscono a oggetti usciti sul mercato mesi e mesi fa…

Le nuove Fashionistas: Sweetie, Sassy, Sporty e Cutie. La seconda edizione di queste bambole posable è sugli scaffali (e sulle mie mensole) già da mesi, ma è presentata sul magazine come novità…

Stessa cosa per Barbie loves 500, Barbie Videogirl e Una casa da sogno (che addirittura richiama la casa di Barbie con ascensore degli anni ’70… sai che novità…).

Per finire !Il nuovissimo camper di Barbie”… regalo di compleanno per un’amichetta di mia figlia a ottobre…

Chissà… forse da agosto (e anche da settembre 2009, visto che Barbie con la 500 Fiat era a casa nostra in quel periodo…) per l’Italia non è più uscito nulla di nuovo (e tutto ciò sarebbe molto triste!) oppure in Mattel ci deve essere una strategia di marketing strana e incomprensibile ai più… Che fine hanno fatto le Model Muse? La Barbie di Toy Story 3? Per non parlare di quelle da collezione…

 

Bambole su Marie Claire

L’attrice-autrice esperta di sesso e satira Kristen Schaal dichiara a Marie Claire Italia (gennaio 2011): “A me piaceva inventare storie e spaventarmi da sola; mi convincevo che tutte le mie bambole fossero vive e volessero uccidermi, così mi nascondevo fuori casa finché non tornava mia madre… in effetti, sì, credo di essere stata una bambina strana”.

Kristen-Schaal.jpg
schaal.jpg
Sempre su Marie Claire e sempre a proposito di bambole, nella posta del cuore una ragazza si lamenta del fatto che al suo ragazzo non basta più la brasiliana (intesa come depilazione). Nicoletti risponde: ” Ammesso che per il tuo Alessandro sia vitale che tu sotto alle mutande debba assomigliare a Barbie, non direi che l’ossessione nasca per la sua frequentazione di musei d’arte classica”.
Che dire??? Barbie è un mito nell’infanzia di ogni bambina (e forse anche di ogni bambino?!?) e sembra divantare col tempo il suo incubo peggiore!!!

Nostalgia canaglia…

Nella rubrica “Meglio di buon libro” che Guia Soncini cura su Gioia (da soli i suoi articoli valgono tutto il prezzo del giornale!) questa settimana si parla di Barbie, Bruno Vespa e dei suoi plastici…

Beh, Guia è una grande critica televisiva e è anche piuttosto cinica nelle sue analisi di tv e telespettatori. Nel numero 43/2010, parla dei plastici che Bruno utilizza per capire qualcosa delle dinamiche delittuose che purtroppo funestano il nostro paese.

Nell’ultimo si è addirittura messo a giocare con le macchinine… ed ecco che entrano in scena Barbie e il sarcasmo della critica:

Delirio collettivo che, soprattutto, include il plastico. Con le automobiline. (Ditemi: siete di quelle che hanno avuto un moto di nostalgia, di fronte a Bruno Vespa che giocava con le automobiline di Avetrana come facevamo noialtre, decenni fa, con la decappottabili di Barbie?)

76starvette.jpg
Sul sito di Roby altre decappotabili Mattel: http://www.webalice.it/pisapia/auto.htm

 

Buona Festa della Mamma!!!

Oggi è la Festa della Mamma e io la festeggio a modo mio!

Faccio gli auguri a tutte le mamme, in particolare alla mia!!!, tirando fuori dal cassetto dai ricordi Mami, la bambola mamma.

Prodotta da GIG, è alta circa 40 cm, era venduta in due versioni (con capelli castano scuri o castano chiari) e a sorpresa nella pancia potevi trovare un bimbo o una  bimba.

Così è stata presentata da Repubblica il 4 novembre 1989 (pag. 18 della Cronaca):

MILANO Cavoli e cicogne, addio. Nei negozi di giocattoli tra qualche giorno apparirà una bambola che partorisce, così i bambini saranno serviti e i genitori sgravati dell’ ingrato compito di spiegargli come sono nati. Mami così si chiama la bambola prodotta dalla Gig di Firenze è una giovane signora bionda con gli occhi azzurri e il pancione: premendo con un dito il pancione si apre e voilà, salta fuori il pargolo da sistemare nell’ apposito marsupio. Si può fare anche l’ inverso, dal marsupio al pancione, ma l’ operazione rischia di essere diseducativa. Tutto ciò è bene o male? La Gig nella presentazione del prodotto ha mandato avanti l’ esperto, nella persona dello psicologo Lorenzo Cionini. Che scrive: Raccontare la maternità a un bambino è importante per farlo crescere ‘ sano’ , senza preconcetti, paure o vergogne su ciò che è sesso, sessualità, concepimento e nascita. Mami è una bambola con cui giocare e poter così sdrammatizzare momenti tanto importanti della nostra esistenza facendoli rientrare nel ‘ normale’ e nel quotidiano. Il fatto che a prima vista Mami faccia un po’ senso, che il ventre materno assomigli allo sportello di una lavatrice passerebbe dunque in second’ ordine rispetto al messaggio: ecco, bimbo e bimba miei, così va la vita, che ci volete fare. Da capire è se la bambola resterà nelle mani dei genitori-professori del mistero della nascita, o se, come sembra più probabile, finita la lezione sarà uno dei giochi preferiti del pargolo. Probabilmente i maschietti bombarderanno mamma e fratellino, facendone orribili sfracelli, ficcando nel pancione qualche Big Jim appostato lì per combattere i nemici della causa. Le bambine, invece, potrebbero arredare la pancia come se fosse una ridente casetta. E l’ altro grande mistero, il concepimento? Per quello c’ è il libretto venduto insieme a Mami, che racconta una storia di uomini e di gatti. Personaggi: un micetto (il bimbo ingelosito perché è arrivato in famiglia un fratellino) e Saggio Gatto che gli spiega il perché e il per come. Ebbene, una notte d’ estate il micetto si lamenta perché in casa c’ è confusione e nessuno lo carezza più. I suoi padroni sono spariti di casa per un po’ e poi sono tornati con un fagottino che strilla, ma di fronte al quale mamma e papà sono entusiasti e affettuosi. Flashback: anche prima la signora era strana, grossa, non correva più, ma Lui e Lei erano sempre più felici e uniti. Perché mai?, chiede il micetto. Saggio Gatto replica: Quello che è accaduto non è che il dolce mistero della vita. Succede per tutti gli esseri viventi: piante, animali e uomo. E racconta dei semi che a primavera volano in giardino, poi cadono a terra e nasce la piantina. Lo stesso è accaduto ai padroni: Un giorno si sono incontrati, piaciuti e voluti bene…. Nove mesi fa, mentre si abbracciavano stretti, un semino di lui ha incontrato un piccolo uovo nascosto nel pancino di lei. E’ il momento cruciale, e Saggio Gatto se la cava così, col semino che incontra l’ ovetto. Il piccolo micio dubbioso evita le domande su semi e uova e così la storiella va felicemente in porto con lui e lei sempre più felici che crescono il cucciolo d’ uomo. Ma i bambini si comporteranno come Micetto? Dopo aver giocato con la pancia-oblò non gli verrà curiosità di vedere pure le uova e i semini? I genitori sarebbero di nuovo al punto di partenza, a meno che venga inventata una Mami due zeppa di uova e pure un Papi con i suoi bravi semi piazzati chissà dove. Il rischio di giochi sconci sconci solo agli occhi adulti, è chiaro sarebbe piuttosto alto, e pure la confusione nella testa del bambino. Ma non c’ è dubbio che un altro consiglio di Saggio Gatto potrebbe risolvere la questione: stai tranquillo, micetto, non è vero niente. I bambini li porta la cicogna. – di ENRICO BONERANDI

mami_bambola_mamma_gig.jpg

 

Barbie as Mad Men

Ancora Barbie su Gioia.

Questa volta per l’uscita delle Barbie dedicate alla serie televisiva Mad Men. La serie è ambientata in America negli anni ’60 e propone le storie di uomini e donne che ruotano attorno a una compagnia pubblicitaria. Nevrosi, tradimenti e frustrazioni sono all’ordine del giorno.

Per interpretare queste donne Mattel ha scelto due Silk (una bionda e una rossa) e due Ken, tutti e 4  rigidi, allampanati ed elegantissimi.

Gioia 3_2010.JPG

 

madmen%20cast.jpg
Acquistabili sul sito www.barbiecollector.com al prezzo (cad.!) di 75$.
Arriveranno forse anche da noi, ma a prezzi sicuramente più alti!

Zid Zid Kids

Su Elle Lifestyle di questo mese ho scovato una cosa carinissima!!!

Un cuscino a orsetto creato in Marocco da Zid Zid Kids, un po’ “pupa di pezza” un po’ design, un po’ complemento d’arredo un po’ gioco.

Io lo trovo bellissimo, così come gli altri pupazzetti esotici e anche i pouf su cui riposare le stanche membra!

Voi che ne dite?

zidzid.cushion.bear.3.jpg
bebe ippo.jpg
ippo.jpg
louise.jpg

Ancora reborn su Gioia

Francesca Tumiati parla di reborn sul numero 1/2 di gennaio 2010.

Ancora una volta questa piccoli capolavori di vinile, sono visti come soluzione deviata a problemi di fertilità.

Titolo: Se la vita è fiction il bebè è meglio finto.

Articoletto: Pensate quel che vi pare, fatto sta che quest’anno i bambolotti vanno a ruba tra gli adulti. Neonati cloni di quelli veri: labbra tumide, pelle grinzosa e cordone ombelicale appena reciso. Sono i figli finti, ultimo regalo della vitafiction. Figli e pezzi unici, opere d’arte in vinile pregiato sempre più simile alla pelle del bambino. Regalo costoso (fino a 2.000 euro) per una genitorialità che costi poca fatica. Il bebè non sporca, non piange la notte, tantomeno si ammala impedendo la partenza per le vacanze natalizie. Fa però una gran bella figura se lo si porta in giro in carrozzina. Eccola, e ci mancava, la scorciatoia indolore (?) alla maternità. Salvando il salvabile, cioè la quarta di un seno anche lui nuovo di pacca. Che si guarda bene dall’allattare.

Commento: meno male che non tutti giudicano “le mamme mancate” con la severità e la psicologia da due soldi che usa l’autrice! Trovo che non ci sia niente di male a comprare una bambola che riproduca i tratti di un neonato, trovo che in questo campo ci siano grandi artisti e trovo che i reborn siano vere opere d’arte.

PS: non ho mai visto nessuna donna donna portare a fare un giro un reborn in carrozzina, nemmeno alle mostre mercato per collezionisti…

Reborn 1.jpg
Reborn 2.jpg
Reborn 3.jpg