Buon Natale e Felice Anno Nuovo!!!

Manco da un po’, ma non volevo farvi mancare i miei auguri!!!

Ho trovato meravigliosi biglietti vintage che voglio condividere con voi, prima che collezionarli diventi la mia prossima passione…

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L’Espresso in rosa

Anche un settimanale serio-serioso come L’Espresso si occupa, a volte di rosa.

Sempre in chiave di analisi sociale o promozione di progetti “seri”, ma anche di rosa parla.

Per esempio ha scritto del progetto di  Bob: moglie malata di tumore, ma tanta voglia di non arrendersi e di farla ancora (e nonostante tutto) sorridere. Nasce così “The tutu project”, progetto fotografico in cui l’autore si fotografa vestito solo con un tutù rosa nelle più disparate ambientazioni.

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Per saperne di più http://thetutuproject.com/

Altro numero altro articolo rosa: sezione Comportamenti. Giochi da bambine. “Le bambole, i peluche, i mattoncini. La crisi rilancia i classici. all’estero è polemica contro i giocattoli di genere, ma in Italia vince la tradizione.”

Il tutto corredato da foto di Barbie, Bratz, mattoncini Lego (ma anche Cicciobello e il cavallino Toffee) e dalle foto di Jeongmee Yoo, artista giapponese che ha creato il progetto “Pink & Blue”, fotografando bambini e bambine nelle loro stanze sommersi dai loro oggetti (abiti, giochi, accessori) blu e rosa.

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Pink Attitude

Su una bancarella per Natale ho intravisto un grande libro tutto rosa. Attirata con uno spillo da una calamita, mi sono avvicinata e senza nemmeno sfogliarlo, l’ho comprato.

 

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Il libro si intitola Pink Attitude e questa è la libera traduzione della prefazione:

“Pink Attitude è un modo di vivere, di percepire, di parlare, di muoversi e di pensare. Ironia e senso dell’umorismo, a volte anche umorismo nero o sarcasmo, sono fondamentali componenti di questa inclinazione intellettuale, che ha come risultato un veloce e rapido groviglio che rispecchia perfettamente i tempi che stiamo vivendo. Amore e morte, romanticismo e decadenza, erotismo e infantile innocenza, rosa e nero, buono e cattivo, duri contrasti ma anche vicinanza gli uni con gli altri, e come questi contrasti delimitano i confini su cui si muove questo nuovo modo di pensare.

Se dovessimo immaginare un mondo “Pink Attitude”, sarebbe come unire il “leggermente kitch” e l’apertamente visibile, ma sempre con il gusto estetico glamour di un party Hollywoodiano  unitamente a quello di una adolescente: un misto di Marilyn Monroe ed Hello Kitty, con un tocco di gotico e noir.

La Pink Attitude unisce il potere seduttivo della dolcezza e della fragilità con l’irresistibile forza della sensualità e della determinazione, si svela nell’unione di romantici cuori ancora grondanti di sangue, che sembra allo stesso tempo sciroppo di fragola, in macabri teschi umani  che tendono sempre di più a somigliare a pupazzi, in principesse trasformate in assassini e spaventosi guerrieri in bambole di pezza, donne che diventano uomini e vice versa, ci onorano con il dono della creatività, ma ci buttano in un luogo  in cui non possiamo capire i confini che delimitano il bene dal male, dove niente è come appare, dove si deve sempre guardare al di là o più nel profondo, dove siamo incoraggiati a riflettere, perché è questo che genera nuove idee estetiche.

Pink Attitude è il naturale risultato di questo particolare momento in cui la cultura si mescola col trash, la bellezza con la bruttezza, l’amore con l’odio, il giorno con la notte, l’uomo con  la donna, e tutto questo genera forti contrasti e molto equilibrio, eppure è attraverso questi contrasti che si crea un territorio molto interessante di riflessione, dove la nostra storia, le nostre idee e le nostre visioni possono essere raccontate usando mezzi che ci piacciono molto di più.

Musica, parole, immagini, luoghi, oggetti e, naturalmente, gente, tutti dentro a un Pink Attitude World. Questo libro è stato creato dalla necessità di rendere concreto in un unico volume letterario il mondo attuale della creatività femminile che ruota intorno a quello della Pink Attitude, con un’accurata selezione di 23 artiste creative da ogni parte del mondo, per riunire i loro talenti e la loro sensibilità, per narrare infinite storie di vita e di sogni, dove possiamo trovare e scoprire innumerevoli momenti per gustare le tante immagini che questo libro contiene, per assaporarle e assaggiarle come se fossero un vino eccellente o un delizioso pezzo di cioccolato.”

All’interno immagini bellissime, oniriche, sognanti, fiabesche, ma anche inquietanti e spaventose.

Vi anticipo qualche cosa, ma poi… compratelo, ne vale la pena!!!

 

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Pelle di Donna

Alla Triennale di Milano, a cura di Pietro Bellasi e Martina Mazzotta, è visitabile la mostra  “Pelle di donna. Identità e bellezza tra arte e scienza”.

Ho visto l’indicazione su una rivista e ovviamente mi ha incuriosita la foto che hanno usato per la promozione… questa:

 

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Trovo questa immagine incantevole! Se tutta la mostra è su questo livello, vale davvero la pena di visitarla!

Incuriosita ho cercato qualche notizia, che vi giro. Fatemi poi sapere se siete andati e cosa ne pensate.

La mostra è strutturata in un percorso di sei sezioni che affrontano in termini transdisciplinari il tema della pelle, della bellezza e dell’identità femminile ed è accompagnata dalla presenza costante di interventi di arte contemporanea. Introduce il tutto un gioco di corrispondenze tra macro e microcosmo, tra immagini della superficie di astri e pianeti e immagini dell’epidermide vista al microscopio. Attraverso una ricca selezione di opere d’arte, documenti, oggetti antichi, il visitatore compie un percorso affascinante di esplorazione che lo conduce a un laboratorio scientifico.

Ampio spazio è dato agli artisti moderni e contemporanei che utilizzano i linguaggi più diversi, dalla pittura alla scultura, dal concettuale alle nuove tecnologie, fino al cinema sperimentale, anche con interventi site specific. Tra gli artisti in mostra: Giacomo Balla, Franz von Bayros, Vanessa Beecroft, Adriana Bisi Fabbri, Andrea Chisesi, Giuliana Cuneaz, Gillo Dorfles, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Grazia Gabbini, Robert Gligorov, Abel Herrero, Roy Lichtenstein, Luigi Maio, Lazhar Mansouri, Piero Manzoni, Alberto Martini, Bruno Munari, Giuseppe Penone, Marinella Pirelli, Pietro Pirelli, Karl Prantl, Man Ray, Odilon Redon, Auguste Rodin, Omar Ronda, Mimmo Rotella, Maia Sambonet, Alberto Savinio, Andreas Serrano, Toulouse-Lautrec, Andy Warhol, Tom Wesselmann, Vanessa Beecroft.

Tavole, manoscritti, foto d’epoca, oggetti curiosi, alambicchi e prodotti per la cura di sè – molti provenienti dall’Archivio storico Boots di Nottingham – fanno da cornice alla ricca selezione di opere d’arte in mostra.

Segnalo per gli appassionati del genere anche le straordinarie miniature delle farmacie antiche di Ettore Sobrero, primi luoghi deputati alla cura e alla bellezza della pelle. Prometto che dedicherò a questo artista un post il prima possibile!

 

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Altra rivelazione nel mio percorso di ricerca sulla mostra è proprio l’autrice della foto in apertura: Yoshie Nishikawa.

L’immagine, come dicevo, mi ha molto impressionata per la sua forza e, al tempo stesso, delicatezza. Mi ha un po’ richiamato alla memoria le vecchie cartoline fotografiche di bambini e giocattoli…

 

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Pelle di donna. Identità e bellezza tra arte e scienza
sino al 19 febbraio 2012
sede: Triennale di Milano, Viale Alemagna 6, Milano
orari: martedì-domenica 10.30-20.30, giovedì-venerdì 10.30-23.00
ingresso: libero
Per informazioni e consulenze:
www.triennale.it/it/mostre/incorso/672-pelle-di-donna

 

Toys of the Avant-Garde

Si è chiusa il 30 gennaio u.s. la mostra Toys of the Avant-Garde, una rappresentazione collettiva di come il gioco, i giocattoli, nascondano in sé arte e simbolismo e mille diverse interpretazioni psicologiche.

Alcuni tra i più grandi artisti si sono espressi su questo tema: Klee, Depero, Balla, Munari e molti altri.

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Bambole, giocattoli e marionette protagonisti al Museo Picasso di Malaga lasciano il ricordo i questa iniziativa anche su catalogo.

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A proposito di Avant-Garde, nemmeno lei poteva mancare (su Flickr):
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Invisibles – Naturalezas Transgresoras

Decide-T (Associazione lesbiche, gay e transessuali di Alicante) promuove la mostra Invisibles Exhibition (31 marzo – 28 aprile 2010) nella Miguel Hernàndez Conferenze Room dell’Università di Alicante, in cui sono protagonisti Barbie e Ken in versione un po’ particolare…

Barbie e Ken “geneticamente modificati” da Andrea Cano e fotografati da Manuel Antonio Velandia Mora, si offrono allo sguardo curioso mettendo in mostra i loro attributi.

Inizialmente Mattel ha cercato di bloccare la mostra, asserendo di non aver autorizzatol’utilizzo delle due bambole per questo evento. Risolto il “malinteso”, è ora possibile visitare la mostra in cui Barbie possiede attributi maschili e Ken si mostra (finalmente) come l’essere asessuato che è!

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Barbie Home

Quando le bambole si uniscono alla fotografia e all’erotismo nascono a volte vere opere d’arte. Questo è il segreto di Ruediger Schestag, di Stoccarda, 45 anni, grafico, fotografo, artista.

Dopo aver fatto tante esperienze diverse nel campo della grafica si diletta ora nel ritratto femminile, studiando progetti carichi di eros e sensualità.

Tra questi spicca Barbie Home:

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Ecco l’intervista rilasciata dall’autore a Menstyle.it e alcuni link per conoscere meglio il progetto Barbie Home  e il suo ideatore:

 

Cos’è per te l’erotismo?
L’erotismo per me è una forma di mostrare la femminilità o la mascolinità. Può essere espresso in modi diversi ed essere influenzato dalle culture, dalle generazioni, dallo stile di vita. È erotica una persona che presenta se stessa esplicitamente, attraverso la scelta dei suoi abiti, il modo in cui si muove, si trucca o si pettina. Anche l’utilizzo di codici è importante: possono essere allusioni a icone dell’erotismo (modelle, attori, musicisti) o a sottoculture come quelle giovanili o legate alla scena musicale, che hanno codici propri.

E questi codici entrano nel tuo lavoro?
Nel mio lavoro gioco con questi codici per rafforzare l’erotismo della mia fotografia. Il semplice corpo nudo non è, a mio parere, sufficiente a contenere un progetto più ampio. Il Wallpaper-project, ad esempio, gioca con la sfera intima degli spazi privati attraverso la collocazione del nudo di fronte alle tappezzerie, il che ci trasporta nell’atmosfera della privacy casalinga. Questo progetto include le tappezzerie e gli stili degli ultimi cento anni.

Com’è nata la serie Barbie Home?
Barbie Home riguarda la prima superficiale “innocenza” dei giocattoli per bambini ed è un adattamento ironico di quella che è la visione di quel modo da parte degli adulti. È un progetto che continuerà.

Ora stai lavorando anche a Renaissance Portraits
Il progetto nasce dalla mia fascinazione verso la ritrattistica rinascimentale. Il modo in cui la modella è seduta e il tipo di acconciatura e di sfondo e soprattutto la luce nei dipinti mi hanno ispirato un arricchimento erotico del progetto, che include molti ritratti e scene di lavoro realizzate con questo stile, ma non esclusivamente.

Quali sono i progetti a cui ti è piaciuto di più lavorare?
I miei progetti preferiti sono sempre il più recente e quello che mi propongo di realizzare nell’immediato futuro. Wallpaper-project ha molti fan, perché la tappezzeria funziona per associazione sui ricordi personali di chi guarda. Sono rimasto sorpreso dell’enorme risposta che ha avuto Renaissance Portraits fin dal primissimo momento. Uno dei complimenti più belli e frequenti che ho ricevuto è che sembra il lavoro di una donna, e che il mio sguardo verso le donne e l’erotismo non corrisponde alla “tipica visione maschile”.

A proposito di visione, di cosa tratta Revision?
Revision è una specie di ombrello sotto il quale si raccolgono progetti diversi, che guardano agli stili del passato. In questo caso i dipinti appartengono a epoche differenti, ma ci sono anche lo stile delle barbie anni ’70 ed un recupero alle foto turistiche degli anni ’60.

Hai già deciso su cosa lavorerai in futuro?
Il mio prossimo lavoro tratterà le visioni della fotografia di moda e erotica, entrambe attuali al di là delle riviste delle ultime decadi. Cercherò di concretizzare la mia prospettiva rispetto a queste tematiche.


http://www.ruediger-schestag.com/

http://www.menstyle.it/cont/erotismo/erotismo/0902/2300/barbie-rinascimento-e-carta-da-par.asp

 

Iniziative per il compleanno di Barbie

In occasione dei 50 anni di Barbie il genio del design, Philippe Starck, ha creato una poltroncina su misura per la Barbie ispirata alla celebre versione in policarbonato Louis Ghost e l’ha chiamata Lou Lou Ghost.

La sedia sarà venduta in occasione di un’asta benefica.

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Il fotografo ed esperto di design Michael Williams ha creato ambientazioni, oggetti, abiti e mobili scala Barbie ispirandosi al lavoro di Jonathan Adler. Titolo di questo bellissimo omaggio “Welcome to the Haute Dollhouse”… uno splendore!!!

 

Ancora omaggi a Barbie nelle vetrine di Kartell, con l’iniziativa “Barbie goes design”, in cui ritroviamo anche la Lou Lou Ghost!

 

 

Credits: http://espresso.repubblica.it/style_design/cerca/5053767/1?keyword=vestiti

 

http://www.yatzer.com/feed_1658_barbie_goes_design