Barbie su L’Espresso 2011

 

Ancora una volta l’immagine di Barbie viene associata dai media alla chirurgia estetica e (soprattutto!!!) ai suoi eccessi. Su l’Epresso di qualche tempo fa si parlava di come il corpo di uomini e donne sia ormai divenuto un oggetto che si può (e sembra “si deve”) modificare a piacimento, per raggiungere canoni estetici che ci si autoimpongono e/o che ci vengono imposti da qualcuno.

Tra le altre cose, si fa riferimento alla psicoanalista Alessandra Lemma che, nel recente studio “Sotto la pelle”, ricorda come tra le bambine sia consueta la frase “Voglio i capelli come Barbie”.

L’articolo sostiene che il “modello Barbie” (la fortunata bambola della Mattel) si ritrova in modo evidente nella galleria  di immagine proposte  dal reportage. Cito inoltre: “I corpi postmoderni sono accompagnati da fantasie di modificazione di sé che s’ispirano a fantasie infantili, vissuti adolescenziali, relazioni sentimentali  con il proprio Olimpo di dive e divi…”.

Non sono psicologa, ma questa teoria un po’ inizia a stufarmi, non sono affatto convinta che tanti problemi delle donne (ma pare anche di alcuni uomini) nascano dalla Barbie.

Barbie è un giocattolo e per me, come per la maggioranza di chi ci ha giocato, è e rimane un giocattolo, senza implicazioni particolari.

Ammetto che, forse, in chi ha una fragile autostima e altri problemi psicologici, possa assumere altre connotazioni, ma la smetterei di trovare in una bambola le radici della superficialità della generazione di giovani che si lasciano sedurre dalla chirurgia plastica o che ogni giorno combattono contro disturbi alimentari di ogni tipo.

Vogliamo fare un esamino di coscienza e iniziare a chiederci dove si nasconde il vero responsabile? I genitori dove sono quando i figli hanno problemi? Che valori inculcano loro?

 

 

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Barbie su L’Espresso 2011ultima modifica: 2011-07-15T17:28:00+00:00da chincagio
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