Buona Festa della Mamma!!!

Oggi è la Festa della Mamma e io la festeggio a modo mio!

Faccio gli auguri a tutte le mamme, in particolare alla mia!!!, tirando fuori dal cassetto dai ricordi Mami, la bambola mamma.

Prodotta da GIG, è alta circa 40 cm, era venduta in due versioni (con capelli castano scuri o castano chiari) e a sorpresa nella pancia potevi trovare un bimbo o una  bimba.

Così è stata presentata da Repubblica il 4 novembre 1989 (pag. 18 della Cronaca):

MILANO Cavoli e cicogne, addio. Nei negozi di giocattoli tra qualche giorno apparirà una bambola che partorisce, così i bambini saranno serviti e i genitori sgravati dell’ ingrato compito di spiegargli come sono nati. Mami così si chiama la bambola prodotta dalla Gig di Firenze è una giovane signora bionda con gli occhi azzurri e il pancione: premendo con un dito il pancione si apre e voilà, salta fuori il pargolo da sistemare nell’ apposito marsupio. Si può fare anche l’ inverso, dal marsupio al pancione, ma l’ operazione rischia di essere diseducativa. Tutto ciò è bene o male? La Gig nella presentazione del prodotto ha mandato avanti l’ esperto, nella persona dello psicologo Lorenzo Cionini. Che scrive: Raccontare la maternità a un bambino è importante per farlo crescere ‘ sano’ , senza preconcetti, paure o vergogne su ciò che è sesso, sessualità, concepimento e nascita. Mami è una bambola con cui giocare e poter così sdrammatizzare momenti tanto importanti della nostra esistenza facendoli rientrare nel ‘ normale’ e nel quotidiano. Il fatto che a prima vista Mami faccia un po’ senso, che il ventre materno assomigli allo sportello di una lavatrice passerebbe dunque in second’ ordine rispetto al messaggio: ecco, bimbo e bimba miei, così va la vita, che ci volete fare. Da capire è se la bambola resterà nelle mani dei genitori-professori del mistero della nascita, o se, come sembra più probabile, finita la lezione sarà uno dei giochi preferiti del pargolo. Probabilmente i maschietti bombarderanno mamma e fratellino, facendone orribili sfracelli, ficcando nel pancione qualche Big Jim appostato lì per combattere i nemici della causa. Le bambine, invece, potrebbero arredare la pancia come se fosse una ridente casetta. E l’ altro grande mistero, il concepimento? Per quello c’ è il libretto venduto insieme a Mami, che racconta una storia di uomini e di gatti. Personaggi: un micetto (il bimbo ingelosito perché è arrivato in famiglia un fratellino) e Saggio Gatto che gli spiega il perché e il per come. Ebbene, una notte d’ estate il micetto si lamenta perché in casa c’ è confusione e nessuno lo carezza più. I suoi padroni sono spariti di casa per un po’ e poi sono tornati con un fagottino che strilla, ma di fronte al quale mamma e papà sono entusiasti e affettuosi. Flashback: anche prima la signora era strana, grossa, non correva più, ma Lui e Lei erano sempre più felici e uniti. Perché mai?, chiede il micetto. Saggio Gatto replica: Quello che è accaduto non è che il dolce mistero della vita. Succede per tutti gli esseri viventi: piante, animali e uomo. E racconta dei semi che a primavera volano in giardino, poi cadono a terra e nasce la piantina. Lo stesso è accaduto ai padroni: Un giorno si sono incontrati, piaciuti e voluti bene…. Nove mesi fa, mentre si abbracciavano stretti, un semino di lui ha incontrato un piccolo uovo nascosto nel pancino di lei. E’ il momento cruciale, e Saggio Gatto se la cava così, col semino che incontra l’ ovetto. Il piccolo micio dubbioso evita le domande su semi e uova e così la storiella va felicemente in porto con lui e lei sempre più felici che crescono il cucciolo d’ uomo. Ma i bambini si comporteranno come Micetto? Dopo aver giocato con la pancia-oblò non gli verrà curiosità di vedere pure le uova e i semini? I genitori sarebbero di nuovo al punto di partenza, a meno che venga inventata una Mami due zeppa di uova e pure un Papi con i suoi bravi semi piazzati chissà dove. Il rischio di giochi sconci sconci solo agli occhi adulti, è chiaro sarebbe piuttosto alto, e pure la confusione nella testa del bambino. Ma non c’ è dubbio che un altro consiglio di Saggio Gatto potrebbe risolvere la questione: stai tranquillo, micetto, non è vero niente. I bambini li porta la cicogna. – di ENRICO BONERANDI

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