La notte dei ricercatori

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Programma
ore 17.00

Inaugurazione della manifestazione (Aula Magna dell’edificio chimico)  
ore 17.30-19.30
“Caccia ai tesori della Scienza” – attività ludica per bambini e ragazzi  
ore 17.30-20.30
Visite guidate ai laboratori e al planetario  
ore 19.30-20.00
Quintetto di fiati dell’Orchestra dell’Università di Parma  
ore 20.00-21.00
Musica con spuntino 
 
Seminari divulgativi 
ore 21.00
“Energia Solare: la Nuova Rivoluzione Copernicana è già cominciata” – M. Mazzer – Fisico – IMEM-CNR  
ore 21.30
“Il vetro, questo sconosciuto” – A. Montenero – Chimico – Università di Parma ore 22.00
“Fitoterapia tra Scienza e Magia” – M. Tognolini – Farmacologo – Università di Parma 
ore 22.30
“Perché un pallone da calcio ha 12 pentagoni?” – A. Saracco – Matematico – Università di Parma 
ore 23.00
Seminario sui fuochi d’artificio  
ore 23.30
Chiusura con i fuochi d’artificio 
 
Parma, “Piazzetta della ricerca” (Piazza Duomo – Palazzo Dalla Rosa Prati) 
ore 18.45
“Zidane – Anatomia di una testata mondiale” – Sergio Manghi – Sociologo – Università di Parma  
ore 19.30
“La Chimica nel Piatto” – Claudio Corradini – Chimico – Università di Parma  
ore 20.15
“Il Futurismo 100 anni dopo” – Paolo Briganti – Italianista – Università di Parma  
ore 21.00
Saluto del Magnifico Rettore dell’Università di Parma Gino Ferretti Coro “I. Pizzetti” dell’Università di Parma diretto dal M° Ilaria Poldi  
ore 21.15
“La giustizia penale italiana funziona (?)” – Stefano Maffei – Giurista – Università di Parma  
ore 22.00
Coro “I. Pizzetti” dell’Università di Parma diretto dal M° Ilaria Poldi  
ore 22.15
“Dialogo sui Massimi sistemi del Teatro – Con il burattino Bargnocla” – Luigi Allegri – Teatrologo – Università di Parma  

Chanel – Una vita da favola

Biografia romanzata del mito Coco, scritta da Alfonso Signorini.

Corredato da alcune foto della protagonista, il libro non è male, ma non mi ha entusiasmata.

La vita di Gabrielle “Coco” Chanel scorre tra le pagine in modo tranquillo e piacevole, ma mai avvincente fino in fondo. Peccato perché la vita di Coco sembra offrire davvero spunti interessanti per incuriosire e appassionare.

A pensarci bene, credo che il tono piatto rimandi un po’ al tratto caratteriale a cui Signorini fa interpretare il filo conduttore del romanzo: il self control di Coco, il suo non esprimere mai fino in fondo i suoi sentimenti, il suo essere perennemente chiusa in sé stessa.

“La piccola sente suo l’incarico di assistere le sconcertanti debolezze della signora Chanel. E mentre si sforza di somministrare un amore rifiutato, non s’accorge che sta allevando quella disarmante capacità di odiare e di azzerare le passioni che le resterà addosso.”

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Twilight

Incuriosita da recensioni, fenomeni mediatici e commenti di amici, ho deciso di leggere il “caso letterario” degli ultimi mesi.

Bella, impacciata adolescente con una mamma un po’ bambina, si rifugia dal padre in una piovosa cittadina di Forks. Lì incontra, rimane affascinata e si innamora di Edward, rampollo di una famiglia di vampiri, dalle fattezze angeliche e dalla bellezza fuori dal comune.

Direi che come trama è abbastanza banale, tipo Moccia per capirci, ma il libro alla fine mi è piaciuto tanto da decidere di leggermi tutta la saga. Questa storia di amore tra adolescenti “speciali” è ben narrata e riesce a legarti alla sedia, pur senza essere un capolavoro di letteratura (i vampiri di King hanno tutta un’altra personalità!).

Facile identificarsi con Bella, un po’ sfigata, impacciata, molto profonda, impossibile non innamorarsi di Edward, bello e maledetto, ma con animo buono ( un po’ come Cole, il fidanzato di Alyssa Milano nel telefilm Streghe…).

“’Dicevo… Pensavo a una cosa che vorrei provare”. Di nuovo prese il mio viso tra le mani.

Mi tolse il fiato.

Sembrava esitare, ma non in maniera normale.

Non come un uomo che sta per baciare una donna, incerto della reazione e della risposta di lei, che volesse prolungare quell’istante, il momento perfetto dell’attesa impaziente che spesso è meglio del bacio stesso.

Edward esitava per mettersi alla prova, per non correre rischi ed essere certo di saper controllare i propri desideri.

Poi posò le sue labbra di marmo freddo sulle mie.

Ciò che nessuno di noi prevedeva fu la mia reazione.

Mi sentii ribollire il sangue e bruciare le labbra. Il mio respiro si trasformò in un affanno incontrollabile. Intrecciai le dita ai suoi capelli, stringendolo a me. Dischiusi le labbra per respirarne il profumo inebriante.

Immediatamente lo sentii trasformarsi in pietra insensibile. Con le mani, delicatamente, ma senza che potessi oppormi, allontanò il mio viso dal suo. Aprii gli occhi e lo vidi, guardingo.”

Fin qui la storia d’amore, poi alcuni tratti, diciamo così,  più “personali”:

“Quando pronunciò queste parole aveva gli occhi fissi sulla strada. Charlie non era mai stato a suo agio nell’esprimere i propri sentimenti ad alta voce. Quel tratto l’ho ereditato da lui. Perciò anch’io guardavo  dritto di fronte a me. […] Era bello stare per conto mio, senza essere obbligata a sorridere e mostrarmi contenta; un sollievo, starmene a guardare avvilita la pioggia fitta fuori dalla finestra e lasciare cadere soltanto poche lacrime.”

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