Anche i vecchietti fanno o

Bellissima questa canzone!

-ax bisogna muoversi è gia il 2009
giusto in tempo
sai che ridere se che ridere se se

sai che ridere se la mia generazione
arriverà all’età della pensione
nessuno si lamenterà più del volume
persino fare rap sarà la tradizione
e nelle balere metteremo i dj
l’orchestra casadei suonerà i greenday
yo lo so gia lo so gia lo so gia so gia che
i nipoti non ci faranno feste
poi ti diverti con cio che gli sequestri
lo so gia
avremo il guardaroba con ancora
cio che va di moda
ora la tinta o bionda in minigonna
gli occhiali a mosca catena e canotta
in gruppi da 30 com’era una volta
andremo in olanda col pulman della parrocchia
ma tu li vedi j ax e colleghi
a farvi pogare ma col trepiedi
dimmi dimmi dimmi

[Rit.]
anche i vecchietti fanno oooooo[X6]
e la mia classe è di ferro
come si fa come si fa come si fa
ad invecchiare senza maturità
ci toccherà ci toccherà
invecchiare senza maturità

ultra violenza in tele al pomeriggio
texas hold’em nelle sale bingo
saremo hacker dei nostri pc
campioni di bocce col nintendo wii
vetrina nel salotto senza porcellana
ma con il bambolotto di tony montana
sai che ridere se la mia generazione
arriverà all’età della pensione
coi jeans, i tic e la depravazione
il silchepil e il pil in depressione
che tra guerre fredde e un caldo che si muore
se c’arriviamo sarà un sorpresone
con le lampade uva senza protezione
ci curiamo con google e non col dottore
ma sai quanti rave, sai quanti V-DAY
ma nelle balere metteremo i dj

[Rit.]
anche i vecchietti fanno oooooo[X6]
e la mia classe è di ferro
come si fa come si fa come si fa
ad invecchiare senza maturità
ci toccherà ci toccherà
invecchiare senza maturità

spero che se la mia generazione
arriverà all’età della pensione
non saremo finti moralisti col lifting
la mutua passerà i tatuaggi e i piercing
che invecchieremo nella pelle e non nella testa
e resteremo emo rock rap punkabbestia
non vedo l’ora di bloccare sto traffico
e guidare col cappello io gia ce l’ho
sarò sordo e pomperò lo stereo ancora un po
e la mia classe è di ferro

[Rit.]
anche i vecchietti fanno oooooo[X6]
e la mia classe è di ferro
come si fa come si fa come si fa
ad invecchiare senza maturità
ci toccherà ci toccherà
invecchiare senza maturità

Su You tube: http://www.youtube.com/watch?v=s2vxGU7m67g

Buon Compleanno Simo!

Avete presente le amicizie che nascono “da piccoli”?

 

Quelle che ci sono da sempre e per sempre ci saranno?

 

Beh, io sono fortunata… ce l’ho! E per tener fede alla tradizione…

 

 

 

… beccatevi Dolls (ovviamente!), canzone dei Dark Lunacy. In coda il link su You Tube del video.

 

 

 

Dark Storm After The Light
It’s Over My Broken Rage
It’s Over
From My Vanish Life
Take Me, I Run To You
And Show Me Your Beauty Side
And Save Me
With Your Sacrifice

And Dance, Dance For My Soul
Dance For My Eyes
Deceive Me Again
Change, Change All My Thoughts
Kill Other Dreams
Rule All My Sense
And Take Me Home.

Dark Moon Before The Sun
And Prayers From Gothic Nights
Relive Me
After The Cry
Lead Me In Other Time
I Feel You A Part Of Me
Inside
From My Rising Dreams

And Fly, Fly On My Cold
Fly For My Life
Deceive Me Again
Change, Change Other Thoughts
Rule All My Days
Untill The End
Let The Curtain Fall

Rumours Move In The Past
When Safety Has Lost The Way
The Nightmare
It’s Only Revenge
Magic Veils Are Flying On Me
And Their Eyes Embrace The Truth
They Tell Lies
But I Feel In My World

Dance, Dance Through The Mist
Dance For My Mind
I Don’t Want The Light
Wax, Angels Of Wax
I Can’t Live Nomore
I Can’t Dream Nomore
Can You Dance For Me ?

I Trust In Your Blackened Soul
I’m Walking In Misty Garden
Your Name Is Madness
Your Children The Dolls

Wax, Angels Of Wax
I Can’t Live Nomore
I Can’t Dream Nomore
Without My Dolls

…Can You Dance For Me ?…

 

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=4AmqsiarAUI

 

Barbie a teatro

Si è tenuta a Parma la Notte Bianca.

Il 10 gennaio 2009 a partire dalle ore 18.00 al Teatro al Parco si sono tenuti sette spettacoli con artisti italiani e internazionali, organizzati dal Teatro delle Briciole e dal Castello dei Burattini in cui si sono intrecciati vero e falso, animato e inanimato…

In particolare, alle 21.00 “Vanité” dei francesi La S.o.u.p.e.: in scena Barbie, bersaglio umoristico e vittima di una feroce critica alla civiltà della cosmesi collettiva.

Mostra mercato a Fontanellato – Resoconto

Domenica 21 dicembre sono andata a Fontanellato (pr) al Mercatino dell’Antiquariato.

Giornata quanto mai infruttuosa: meno banchi del solito, niente bambole appetibili e addobbi natalizi dozzinali…

“Meno male che c’è la mostra mercato dell’AIGEC” mi sono detta… entro nell’angusta sede dell’esposizione e devo dire che per essere la prima edizione qualche banco c’era. Bene, allora mi sono messa alla ricerca di qualcosa di bello = Barbie et similia! Da subito mi rendo conto che sarà dura: gran parte dei tavoli espone macchinine e trenini o comunque giochi da maschi. Vedo però in lontananza alcune figurine molto chic e femminili: senza dubbio Barbie. Mi avvicino con fare circospetto e ZAC! 260 euro per una ponytail! ‘mazza!!! Non ho nemmeno il coraggio di chiedere il prezzo delle altre cose sul banco, perché la venditrice continuava a elogiare le sue rarità omettendo il prezzo per almeno due minuti buoni di conversazione.

Abbattuta, visito gli altri banchi, trovando qualche Barbie (piuttosto ordinaria) all’ultimo banco. Del tutto decisa a non estrarre il portafoglio, già provato dalle spese natalizie, mi dirigo all’uscita, sperando che la prossima edizione sia (per me!) più fortunata!

Cartoline e gentilezza…

Tempo fa ho iniziato a pubblicare sul mio blog i link ai musei di bambole e giocattoli. Tra questi avevo indicato il “Piccolo Museo di bambole e altri balocchi” di Ravenna.

Ho navigato un po’ sul sito e nella sezione relativa agli acquisti ho visto delle bellissime cartoline. Ho mandato una mail e la responsabile del Museo, Signora gentilissima e molto carina, mi ha dato la possibilità di prenderle anche se, al momento, ero impossibilitata ad andare personalmente al Museo.

A pochi giorni dalla mail mi sono arrivate a casa 8 bellissime immagini di bambole e balocchi che presto appenderò nella mia casetta… in attesa di mantenere la promessa e visitare il Museo di persona.

Il Museo contiene bambole e giocattoli dal 1860 al 1950, di ogni forma e materiale. Esiste poi una sezione dedicata alla scuola, con una vasta esposizione di libri, quaderni, calamai e abiti per bambini.

Il Museo si trova a Ravenna in Via Marco Fantuzzi 4 (angolo piazza Kennedy). Per info e prenotazioni visite guidate www.museodellebambole.it

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Pensieri e parole…

…di un Babbo Natale in cassa integrazione.

RACCONTO DI PAOLO GIORDANO PUBBLICATO SU GIOIA

19 sono finiti in cassa integrazione a fine novembre. Se lo aspettavano: non appena si parla un po’ di crisi, sui giornali e alla tv, qualcuno alla SM*** resta a casa. “Lavorare qui è come stare in fanteria, in prima linea” ha detto Stefano una volta. “Le prime cannonate sono per noi”. Biagio è tra i 19, la sua linea di produzione è ferma per mancanza di ordini. Quando la segretaria del capo – la Lucia- ha annunciato che gli operai erano convocati mezz’ora prima di fine turno, si è scambiato un’occhiata con Stefano. Non c’era bisogno di dirsi granché. Doveva essere una sola settimana, ma poi sono diventati 15 giorni e ormai è chiaro che prima dell’Epifania non si rientrerà.

Biagio ha i suoi modi per riempire le giornate. Ha ripreso la costruzione del comodino in ciliegio, iniziata più di un anno fa. Il disegno l’ha copiato da un catalogo. Al mattino si chiude in garage e quando taglia il legno non pensa a niente. Va a prendere la bambina a scuola e il pomeriggio le ronza intorno mentre fa i compiti, finché Giulia non si spazientisce: “Mi lasci studiare in pace?”. Allora accende la tele o fa una passeggiata. La cassa integrazione è una vacanza, che invece di ristorarlo gli fa montare il nervoso, giorno dopo giorno.

E’ il 21 dicembre, quando il capo lo chiama sul cellulare. Biagio ha un sussulto nel vedere il nome sul display. “Pronto?” Il capo la prende alla larga, gli chiede come sta, della moglie eccetera, mentre lui sente il cuore pulsare anche nei polpastrelli. Chissà perché, con il pensiero torna di continuo allo zainetto da 79 euro che Giulia gli ha chiesto per Natale. “Mi domandavo…” dice infine il capo. “Non è che anche quest’anno ti andrebbe di farmi quel favore?”.

Lì per lì Biagio non afferra. “Quale?” domanda indispettito. ‘Se c’è uno che dovrebbe fare un favore non sono certo io’, gli viene da aggiungere, ma tace. “La notte di Natale… Sai, il bambino ci tiene”.

Okay, ricorda. “Sì. Certo” dice. “Benissimo, ci contavo”. Il capo sollevato, più che altro da un fastidioso imbarazzo, e in meno di un minuto riaggancia, senza accenni alla ripresa dei turni. La sera della Vigilia, Biagio si presenta puntuale. Non gli va di prestarsi a quella farsa. I 50 euro che il capo gli piazzerà in mano fanno comodo – un bel pezzo dello zainetto di Giulia -, ma tutta quella messinscena dopo un mese di cassa gli sembra una presa in giro.

Il capo apre la porta: indossa un maglione di lana spessa, di quelli che si usano solo la notte di Natale. Saluta l’operaio frettolosamente, ma non lo lascia entrare. Senza stringergli la mano, gli porge un sacchetto di plastica con il vestito da Babbo Natale e uno di stoffa con i regali. Tantissimi per un solo bambino. “Devi cambiarti qui” dice. “Fra poco vengo a chiamarti”.

Biagio s’infila il costume, senza levarsi i jeans perché teme che i vicini possano uscire mentre è in mutande. Poi si siede sul primo gradino, ad aspettare. “Bello schifo”, dice tra sé, caricando la voce sui bassi per imitare il tono di Babbo Natale: Un fiotto di rabbia gli inonda la testa, come uno spruzzo d’acido. Si alza, deciso ad andarsene, ma il capo apre la porta: “Ci siamo”. Biagio entra. Arrivato in salotto s’inchioda di colpo. Matteo, il figlio del capo, lo fissa con gli occhi sgranati, meravigliato e spaventato come ogni anno. Babbo-Biagio-Natale gli si avvicina. Appoggia il sacco e prende il bambino in braccio. Lo fissa negli occhi. Poi lo rimette giù. Guarda il capo e la moglie, a turno. Infine abbassa la barba finta e si leva il cappello. E con la voce di sempre dice al bambino: “Sono Biagio, l’operaio di papà. Non mi riconosci? Babbo Natale non esiste”.

BUON ANNO NUOVO… DA SONYA