Sono triste…

Mercoledì 19 marzo mi ha lasciata un’amica carissima, una persona speciale che rivedo nei tratti di Annina, la madre del poeta Giorgio Caproni descritta in questa poesia…

 

 

L’USCITA MATTUTINA
di Giorgio Caproni

 

 

 

Come scendeva fina
e giovane le scale Annina!
Mordendosi la catenina
d’oro usciva via
lasciando nel buio una scia
di cipria, che non finiva.

 

L’ora era di mattina
presto ancora albina.
Ma come s’illuminava
la strada dove lei passava!

 

Tutto Cors’Amadeo,
sentendola, si destava.
Ne conosceva il neo
sul labbro, e sottile
la nuca e l’andatura
ilare – la cintura
stretta, che acre e gentile
(Annina si voltava)
all’opera stimolava.

 

Andava in alba e in trina
pari a un’operaia regina.
Andava col volto franco
(ma cauto, e vergine, il fianco)
e tutta di lei risuonava
al suo tacchettio la contrada.

 

 

 

Arrivederci Angiola, mi mancherà…

 

 

La Isla de las Munecas

L’avevo visto tempo fa in tv… un posto strano e inquietante, ma che su di me, amante del Re del Brivido e delle bambole, aveva suscitato un fascino immenso…ho navigato un po’ ed ecco qualche notizia in più. Si tratta di Xochimilco, delegazione di Città del Messico, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e custode della “Isla de las Munecas”, cioè l’Isola delle Bambole. Un lembo di terra surreale, una sorta di santuario in cui dimorano  centinaia di bambole, rovinate dagli anni e dagli influssi atmosferici, appese agli alberi o poggiate su enormi pietre disposte come altari. Intorno agli anni ’70 dall’ossessione del signor Julián Santana prende vita questo luogo del tutto unico.  Tutto nasce da una leggenda: memorie e cronache locali raccontano che sull‘isola  era morto un bambino, inghiottito dalla laguna che non aveva mai più restituito il corpo. La tragedia aveva sconvolto  gli abitanti del luogo dando origine a  una triste leggenda: lo spirito   del bambino era rimasto sull’isola,  condannato  a errare senza pace fino a quando il suo corpo  non avesse trovato sepoltura. Santana decide così di intervenire a modo suo per calmare lo spirito del bimbo, dando vita a quello che continua a stare in bilico tra arte e follia, un museo di bambole in continua evoluzione, in balia di vento, sole e pioggia… Oggi i visitatori sono numerosissimi e ben presto è nata un’altra leggenda: pare che le bambole abbiano proprietà taumaturgiche…   Difficilissimo è stato reperire delle immagini di questo luogo speciale, vi posto quel che ho trovato!

Vi garantisco che vedere le immagini in tv è molto diverso, le foto non riescono a trasmettere la magia che pervade questa isoletta, si limitano a sottolineare la parte “lugubre” della storia. Mi piacerebbe vedere immagini che rendano bene la poesia di questa storia così come ci era riuscito il documentario che avevo visto. Se qualcuno c’è stato e ha scattato delle foto io sono qui!

 

Sorpresa!!!!!

Sto leggendo un libro e indovinate chi ci ho trovato dentro?

Il libro è “Siam poi gente delicata “, di Paolo Nori, ed. Laterza.

L’autore sta parlando dell’amore per i figli, questo il passaggio “rosa”:

 

 

“Invece la cosa con un figlio, per me, non è proprio paragonabile con niente, per me. Che poi è una figlia, la mia. Si chiama Irma ed è bionda e vuole fare il bagno con lo shampoo alla Barbie più sporca dell’Europa occidentale. Per forza è sporca, la usa come scopetto.”

Piccolissima Sindy!!!

La mia amica Paola, in vacanza a Montecarlo, mi ha omaggiata con una bellissima bambolina! Dalle misure minute (più o meno tipo una Dawn… un po’ più grande, vah…) e dal visino simpatico, ho scoperto che esistono delle amiche e anche un sito… eccolo qui: http://www.sindy.com/flash.php

Quella che mi ha regalato la mia amichetta è MYA, e ricorda, come idea, la Barbie Sunflowers… Infatti, è vestita come un girasole!!!
La bamboletta è molto ben fatta e ben curata! Presto posterò la foto nella mia collezione!